Gustave Flaubert, Madame Bovary, Garzanti, 2003

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copertinaFrutto di un intenso lavoro durato cinque anni, Madame Bovary venne pubblicato nel 1856, sulla Revue de Paris. L'intreccio è ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto. La pubblicazione del romanzo costò a Flaubert un processo per offesa al pudore, che si concluse con l’assoluzione.

La vicenda narrata vede Emma Rouault, figlia di un benestante agricoltore, contrarre matrimonio con Charles, un medico di campagna vedovo e senza grandi ambizioni. Benché il marito l’adori, Emma detesta la sua prosaica mediocrità, così come la intristiscono la tediosa e banale vita di provincia, che è costretta a condurre. La giovane donna coltiva sogni e ideali romantici, del tutto irrealistici, frutto della lettura di romanzi sentimentali, assimilati fin dall’adolescenza. Ambisce inoltre di entrare a far parte dell'alta società e del gran mondo. 
Insoddisfatta della tranquilla  devozione del marito, delusa e stanca della routine, Emma si illude di trovare in altri uomini l’amore ideale. Resiste alla corte di un praticante notaio, Léon, con qualche rimpianto; cede, invece, a Rodolphe, un banale dongiovanni di provincia centrato soltanto su se stesso che, allorquando Emma gli propone di fuggire insieme, l’abbandona. Ritrova e si concede infine a Léon che, scaltrito da un soggiorno a Parigi, si stanca ben presto di Emma. La donna, intanto, per potersi permettere un po' di lusso, s’indebita presso un usuraio, ma nessuno dei suoi amanti le porge aiuto. Disperata, Emma si uccide col veleno, lasciando nello sconforto il buon Charles, che le perdona i tradimenti e, senza più la moglie, si lascia morire.

Madame Bovary, romanzo della maturità artistica di Flaubert, mette in mostra tutte le concezioni dell’arte abbracciate dallo scrittore normanno, maestro riconosciuto del realismo, ossia di quella corrente letteraria che si afferma nella Francia della seconda metà dell’Ottocento. 
Il romanzo di Flaubert è caratterizzato dalla scientificità, dall’obiettività, dall’esattezza e dall’impersonalità. “La grande arte è scientifica e impersonale” scrive Flaubert nella Correspondance. Niente della personalità dello scrittore deve trasparire. Egli non deve parteggiare per nessuno dei personaggi. L’autore, infatti, deve astenersi dal commentare o formulare giudizi espliciti sulla vicenda narrata. Saranno i fatti stessi a parlare e, nel caso di Madame Bovary, a testimoniare della volgarità e dalla grettezza di avvenimenti e personaggi. 
Il romanziere fa propri i principi e i metodi delle scienze biologiche e la stesura dei romanzi richiede allo scrittore francese una lunga e ossessiva documentazione, ritenuta necessaria per rappresentare con esattezza la realtà.

La prosa di Flaubert è caratterizzata dalla maniacale ricerca della perfezione della frase. Egli può impiegare intere giornate intento a limare e tornire i propri scritti, a soffermarsi sulla giusta punteggiatura, a cercare le parole che esprimano con esattezza concetti e percezioni. L’arte è d’altronde per Flaubert l’unico strumento che permette all’uomo di fuggire dall’orrore della vita.

Il personaggio di Emma assurse a simbolo di una certa condizione femminile, denominata appunto “bovarismo” e caratterizzata dal mito dell’esaltazione delle passioni inconfessabili della donna frustrata e repressa dalla società borghese.

Altro personaggio emblematico del romanzo è il soddisfatto, influente, limitato, conformista farmacista Homais. Egli incarna la betîse borghese, sempre disprezzata da Flaubert in tutte le sue opere. La condotta di vita e la facondia di Homais sono indefettibilmente costellate di luoghi comuni, di facile progressismo, di frasi fatte, di compiaciuta e trionfante banalità, tutte caratteristiche che Flaubert aborriva in sommo grado nei suoi contemporanei, tanto da fargli compilare un intero catalogo delle idées reçues del proprio tempo.

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Pagina aggiornata il 21.08.07
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