Niccolò MACHIAVELLI

L'ideale politico di Machiavelli è la repubblica. Alla base del suo discorso c'è una concezione che sta alla base del Rinascimento: l'uomo è sempre lo stesso per natura, le sue componenti naturali sono sempre le stesse (concezione naturalistica dell'uomo), cambiano soltanto le circostanze: si possono perciò porre delle leggi che regolino il comportamento umano. Essendo l'uomo fondamentalmente egoista, l'ideale guida degli stati è rappresentata dal principe. Si tratta in qualche modo di una contraddizione, poiché anche il principe è un uomo, che non sfugge ai limiti umani.

Machiavelli ribadisce l'impegno del letterato nella vita politica. Arriva a una concezione pessimistica.

Nel Machiavelli avvertiamo la cultura classica e l'osservazione personale. Il pensiero di Machiavelli passa attraverso due fasi. C'è il fatto significativo della sua partecipazione alla vita politica del tempo. Egli è un continuatore dell'umanesimo civile. Il servizio che egli prestò presso la repubblica fiorentina gli permise di osservare attentamente la vita politica. Da una parte egli constata che esistono delle monarchie nazionali molto forti, mentre in Italia, c'è un frazionamento di staterelli. Egli denuncia inoltre la crisi della milizia mercenaria, auspicando la nascita di una milizia cittadina. 

Il fatto più significativo è che Machiavelli sia considerato il fondatore della scienza politica. Per lui è scienza perché è staccata dalla morale e dalla religione. Per il comportamento morale, il fine è il giusto. Il fine della religione è il bene. Il comportamento politico ha come fine l'utile, l'utile dello stato. Per la prima volta, Machiavelli fa della politica una scienza autonoma.

(v.s. 23-12-2004)

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