La vita
Nasce nel 1867 a Girgenti, oggi Agrigento. Si laurea all'università
di Bonn nel 1891. Sposato con Antonietta Portulano, una crisi delle
aziende di zolfo gli crea difficoltà economiche. Intanto nella moglie
si aggrava la malattia nervosa, che la porta a sospettare che egli la
tradisca: ogni tentativo di Pirandello per convincerla dell'assurdità
di tali sospetti è inutile.
Pirandello si dedica all'insegnamento e
comincia a pubblicare. Aderisce al fascismo senza che ciò infici la sua
produzione letteraria. Nel 1934 gli viene conferito il premio Nobel. Nel
1936 muore a Roma: vengono rispettate le clausole del suo testamento:
essere ravvolto nudo in un lenzuolo e messo in una cassa sul carro dei
poveri per un funerale senza fiori, senza discorsi, senza essere
accompagnato da alcuno, nemmeno dai figli.
Opere
L'esclusa (1901); Il fu Mattia Pascal (1904); I
vecchi e i giovani (1913); Uno, nessuno e centomila (1926); Novelle
per un anno (1932-1937); Così è (se vi pare) (opera
teatrale, - 1917); Il piacere dell'onestà (opera teatrale,
- 1917); Il berretto a sonagli (opera teatrale, - 1917);
Il giuoco delle parti (opera teatrale, - 1918); Sei personaggi in
cerca d'autore (opera teatrale, - 1921); L'umorismo (saggio,
- 1908)
I temi di fondo dell'opera di Pirandello sono già tutti presenti fin
dal suo primo romanzo. Già ne L'esclusa abbiamo il contrasto fra
apparenza e realtà e le verità sono tante quanti sono coloro che le
enunciano. Continua Il Mattia Pascal, dolente testimone
dell'assurdità derivante sia dal caso che regna nelle vicende umane,
sia dalle pastoie delle convenzioni sociali, che sono invece un
prodotto della storia. La produzione letteraria di Pirandello ritrae
una piccola borghesia - impiegati, insegnanti, possidenti, modeste
stanze di case di provincia o di palazzi di città dove questi
provinciali si sono inurbati -, ma solo nella sua dimensione
esistenziale. Cioè a Pirandello interessa descrivere il punto di
arrivo - così è la vita -, piuttosto che ricercare le cause. L'uomo
è imprigionato nella propria esistenza dal caso e dalla storia.
Soltanto in un romanzo Pirandello affronterà il problema delle
motivazioni dell'attuale società italiana in una prospettiva storica;
si tratta de I vecchi e i giovani. Il romanzo è incentrato
sull'amara delusione post-risorgimentale, sul conflitto fra la vecchia
e la nuova generazione, che, insoddisfatta della stagnazione della
vita politica di fine Ottocento, ricerca nuove strade. Sull'analisi
storica della società Pirandello non tornerà più. Pur partendo
da una prospettiva verista, Pirandello nello stesso tempo se ne
allontana. Crolla difatti l'idolatria del fatto obiettivo (già da L'esclusa); non esiste più un'univocità di interpretazione della
realtà. Pirandello ci mostra la crisi dell'uomo moderno: la
sicilianità diventa con lui il paradigma della contemporaneità. L'esclusa
Marta Ajala viene cacciata di casa dal marito perchè ingiustamente
ritenuta adultera. Quando, esclusa dalla vita civile da un intero
paese, diventa davvero convivente del suo presunto amante,
Gregorio Alvignani, il marito la riprende con sè, convinto della sua
innocenza. Il fu Mattia Pascal
Mattia Pascal è un uomo timido e modesto. Allontanatosi da casa
dopo un litigio con la moglie, vince per puro caso al gioco una forte
somma e legge su un giornale, altrettanto casualmente, la notizia
della sua morte (al cadavere di un suicida è stata attribuita
erroneamente la sua identità).
Mattia pensa di approfittare delle circostanze per rifarsi una vita,
più libera e autentica. Col nome di Adriano Meis va a vivere a Roma
in una pensione. Qui i rapporti con gli altri e l'amore per una donna
lo portano a scoprire che egli non può vivere senza la sua identità
personale, privo com'è della sua "forma" (stato anagrafico,
identità civile, ecc.). Non gli resta che inscenare un suicidio -
quello di Adriano Meis - e rientrare nella sua originaria condizione,
nella primitiva "forma". Sennonché, quando torna, trova la
moglie sposata a un altro e quindi la sua condizione è ancora una
volta quella dell'esclusione e del rifiuto. Non gli resta che essere il
fu Mattia Pascal e recarsi di tanto in tanto a visitare la
sua tomba. Anche qui il caso realizza il suo trionfo e Mattia Pascal,
pur arrovellandosi, deve amaramente concludere che è impossibile "voler
estrarre la logica dal caso".
Mattia Pascal deve constatare quanto vincolanti siano le convenzioni
sociali per la realizzazione della propria personalità, per
l'esplicarsi di sentimenti pur modesti ed elementari come i suoi. È
la constatazione del ruolo vincolante delle convenzioni e
dell'impossibilità per l'uomo di liberarsene; da ciò deriva una
situazione di conflitto tra uomo e società. Inutilmente l'individuo
cercherà di realizzarsi pienamente: sbatterà sempre contro questo
carcere senza finestre e senza porte. La vita associata si dissolve
quindi in un pulviscolo di atomi, di monadi impenetrabili.
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Approfondimenti:

Marco Manotta, Luigi Pirandello, Bruno Mondadori, 1998, pagine
320, Euro 8,26 ordina

Giovanni Macchia, Pirandello o la stanza della tortura, Mondadori,
2000, pagine 200, Euro 8,26 ordina

Nino Borsellino, Ritratto e immagini di Pirandello, Laterza,
2000, pagine 270, Euro 9,30 ordina

Leonardo Sciascia, Alfabeto pirandelliano, Adelphi, 1989, pagine
92, Euro 4,13 ordina
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Le novità del teatro
pirandelliano
- Mentre il teatro precedente mirava alla rappresentazione di una
realtà esistente come un dato di fatto, Pirandello (come già
aveva fatto nei romanzi), introduce una visione non più statica,
ma dialettica del reale, cioè una realtà oppostamente
interpretabile e per questo priva di una sua oggettiva consistenza
e tale che non può che generare lo scontro fra varie
interpretazioni. Così è (se vi pare) è la prima opera teatrale
in cui si realizza questa nuova concezione.
- Questa premessa determina quella caratteristica raziocinante
tipica dei personaggi pirandelliani, il loro arrovellarsi a
ragionare, a spiegare (la famosa "cerebralità"
pirandelliana).
La commedia viene così ad assumere l'aspetto di un dialogo
filosofico. Tale cavilloso ragionare dei personaggi pirandelliani,
nasce dal tentativo di spezzare il carcere della solitudine, cioè
dalla necessità di far combaciare le visioni opposte della
realtà e stabilire quindi un terreno di colloquio, di comunanza. Poiché
questo non è possibile, non resta allora che accettare la propria
solitudine, il carcere, - cioè quella forma, quella maschera che
imprigiona la vita -, in cui la visione degli altri, che non
coincide con la nostra, ci ha condannati.
- A queste due novità, ne va aggiunta una terza: la dissoluzione
della finzione scenica, cioè il cosiddetto "teatro nel
teatro", che nei Sei personaggi trova non l'unico, ma
il più valido esempio.
Sei personaggi in cerca d'autore
Un dramma atroce si è presentato alla mente dello scrittore:
quello di un padre che, dovendo naturalmente essere conosciuto dalla
figliastra soltanto come padre, è invece stato sorpreso da lei in un
casa infame, nell'atto di commettere un'azione vergognosa e proprio
con lei, che per miseria andava a vendersi.
Ma questo dramma l'autore non ha voluto scriverlo e i sei personaggi
rifiutati da lui si recano su un palcoscenico a chiedere a un
capocomico quella vita artistica che soltanto un poeta potrebbe dar
loro.
Qui Pirandello intende esemplificare il tema che più gli sta a
cuore: l'incomunicabilità. La quale esplode proprio quando gli attori
- pregati dai sei personaggi - cercano di rappresentare quella
vicenda; ma i personaggi si sentono traditi da quel tentativo di
oggettivazione, dalle parole che usano gli attori: la loro realtà
esistenziale è un'altra.
L'innovazione tecnica - portare sul palcoscenico non un dramma fatto,
ma un dramma nel suo progressivo farsi, cioè il cosiddetto
"teatro nel teatro", segna il disfarsi delle consuetudini di
verosimiglianza del teatro tradizionale e si colloca come una pietra
miliare nella drammaturgia europea. E non era questo di Pirandello un
gesto d'avanguardia puramente tecnicistico, ma esprimeva una
necessità: dopo la descrizione di una società, alle cui false
certezze l'autore siciliano aveva tolto impietosamente ogni velo, ora
Pirandello faceva crollare anche le consuetudini, i modi di
rappresentazione.
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