Ogni essere umano è qualcosa di personale e
irripetibile; voler sostituire al posto della
coscienza personale una collettiva è già una
violenza, e il primo passo verso ogni forma di
totalitarismo.
Chi ha un forte senso individualistico deve
riconoscere che la vita è una lotta tra sacrificio e
fierezza, tra il riconoscimento sociale e la salvezza
della personalità.
La tua vita non sarà piatta e scialba se
saprai che la tua lotta non avrà successo. Sarà
molto più piatta se tu, combattendo per qualcosa di
degno e di spirituale, pensi che lo dovresti anche
ottenere.
Non escludo che il fascino di un libro dipenda dal
periodo della propria vita durante il quale lo si
incontra.
Come esperienza formativa, del tutto
personale, mi sento di ricordare e difendere Letture
da un minuto, una raccolta di citazioni e
aforismi inediti o tratti dalle opere di Hermann
Hesse e raccolti da Volker Michels.
Sono consapevole
che Hesse non piace ai professori, agli accademici,
ma qui stiamo parlando dei libri importanti per me,
di quelli che hanno inciso sulla mia formazione (Bildung
per gli eruditi) e mi trovo talvolta a dubitare se, a
molte persone che sanno tutto, spesso non sfugga
l'essenziale.
Ricordo che l'anno in cui uscì per
il ramo d'oro di Rizzoli, il 1983, in Italia il
dibattito culturale era dominato da marxisti e
freudiani, quando non addirittura dai
freudo-marxisti.
I libri di Hesse ci permettevano di rompere finalmente con questi
grandi sistemi, il cui dogmatismo, imposto dai
chierici delle varie scuole, era arrivato a livelli
insopportabili.
Ristabilendo il primato
dell'individuo, la necessità di pensare con la
propria testa, la critica delle ideologie, Hesse
rappresentò, a mio avviso, per la nostra
generazione, una ventata d'aria pura.
Se poi fu un
grandissimo, un grande lo fu senz'altro, è legittimo discuterne, per carità. Ma non ditemi, per favore, se
vi piccate di avere sensibilità umana e letteraria,
che le sue tematiche sono adolescenziali.
I
libri di
Hermann Hesse