Lavorare con le persone, McGraw-Hill, 1997

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"Nel lavoro non conta solo la produttività ma anche la correttezza del titolare verso i propri dipendenti.
In teoria, sul luogo di lavoro dovrebbero instaurarsi rapporti tali da favorire la crescita qualitativa del personale, garantendo ai dipendenti stabilità e sicurezza e salvaguardando i loro diritti.
Se l'aspetto "umano" del rapporto di lavoro viene trascurato, il personale troverà il modo di riaffermarlo, spesso in modi poco vantaggiosi per l'azienda"

Si tratta di un volumetto colorato, traduzione italiana di Supervising and Managing people, illustrato da semplici disegni e fotografie, agile, schematico, molto semplice, forse addirittura elementare.
Tuttavia, sappiamo che nel campo del management non bisogna dare nulla per scontato e anche l'affermazione di verità semplici può contribuire ad instaurare pratiche aggiornate, ancorché neglette.
Già i titoli dei brevi capitoletti del libro richiamano l'attenzione su alcune questioni fondamentali nella gestione del personale: come valutare gli impiegati; la delega effettiva; stabilire gli obiettivi; come agire in caso di molestie sessuali; come affrontare la violenza sul posto di lavoro; l'importanza degli elogi; formare una squadra vincente; assegnare mansioni di responsabilità; combattere la demotivazione; stop ai prepotenti; risolvere realmente i conflitti; dare potere agli impiegati; gestire i cambiamenti.

Il clima del libro è quello di modernità e rispetto, così diverso dalla realtà effettuale di molte aziende.
Quella che si stigmatizza nel libro è una gestione meccanica e indifferente delle risorse umane, o peggio ancora autoritaria, che non può generare che autentiche catastrofi organizzative.
Considerare i propri collaboratori come semplici rotelle di un ingranaggio, o peggio ancora, come ricettacolo delle proprie insoddisfazioni e frustrazioni quotidiane, generalmente non porta a grandi risultati.
Anche il management abbisogna di un'anima.

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Pagina aggiornata il 30.01.02
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