A cura di Mario Lavagetto, Il testo letterario. Istruzioni per l'uso, Laterza, 1996

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copertina"Lasciate queste dispute agli oziosi da convento o da caffè; e voi gittate via i commenti e avvezzatevi a leggere gli autori tra voi e loro solamente. Ciò che non capite, non vale la pena che sia capito: quello solo è bello, che è chiaro. Soprattutto, se volete gustar Dante, fatti i debiti studi di lettere e di storia, leggetelo senza comenti, senz'altra compagnia che di lui solo, e non vi cagli di altri sensi che del letterale. State alle vostre impressioni, e soprattutto alle prime, che sono le migliori. Più tardi ve le spiegherete, educherete il vostro gusto; ma importa che ne' primi passi non vi sia guasta la via da giudizi preconcetti e da metodi artificiali".
(Francesco De Sanctis, lettera agli alunni del Liceo di Bari)

Mi sono accostato a questo libro attratto dal titolo seducente.
Procedendo nella lettura, l'ho trovato un testo difficile, specialistico, forse eccessivamente accademico; non per questo privo, in molti punti, di riflessioni interessanti e suggestioni feconde anche per il lettore comune, invogliato dagli autori ad approfondire percorsi di lettura e di studio.

Numerose sono le citazioni dilettevoli e intelligenti, che accompagnano lo svolgimento dei saggi raccolti. Ad esempio quella del De Sanctis inseritata all'inizio di questa scheda, riportata nel saggio di Mazzacurati.

Ogni capitolo del libro è dedicato a una operazione specifica che può essere eseguita su un testo letterario: costituire, commentare, spiegare, storicizzare, leggere, tradurre, formalizzare, analizzare, decostruire, interpretare.

Alcune trattazioni mi sono sembrate scritte in maniera più chiara e accessibile di altre. Sto pensando allo scritto di Ceserani sulle storie letterarie, ma non solo.
Altri autori (Lombardo, Garroni) scelgono, probabilmente a causa della complessità della materia, la via impervia, per il lettore, dell'oscurità e dell'esposizione criptica.
Bella la definizione che, della lettura, dà Fusillo nel suo contributo: La lettura è la realizzazione irripetibile e sempre nuova dell'opera letteraria.

Quando ripongo il volume, più sfogliato che letto con la necessaria attenzione, mi rimane la sensazione contraddittoria di ammirazione, venata di una punta di scetticismo.

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