"Lasciate queste
dispute agli oziosi da convento o da caffè; e voi
gittate via i commenti e avvezzatevi a leggere gli
autori tra voi e loro solamente. Ciò che non capite,
non vale la pena che sia capito: quello solo è
bello, che è chiaro. Soprattutto, se volete gustar
Dante, fatti i debiti studi di lettere e di storia,
leggetelo senza comenti, senz'altra compagnia che di
lui solo, e non vi cagli di altri sensi che del
letterale. State alle vostre impressioni, e
soprattutto alle prime, che sono le migliori. Più
tardi ve le spiegherete, educherete il vostro gusto;
ma importa che ne' primi passi non vi sia guasta la
via da giudizi preconcetti e da metodi artificiali".
(Francesco De Sanctis, lettera agli alunni del Liceo
di Bari)
Mi sono accostato a questo libro attratto dal
titolo seducente.
Procedendo nella lettura, l'ho trovato un testo
difficile, specialistico, forse eccessivamente
accademico; non per questo privo, in molti punti, di
riflessioni interessanti e suggestioni feconde anche
per il lettore comune, invogliato dagli autori ad
approfondire percorsi di lettura e di studio.
Numerose sono le citazioni dilettevoli e
intelligenti, che accompagnano lo svolgimento dei
saggi raccolti. Ad esempio quella del De Sanctis
inseritata all'inizio di questa scheda, riportata nel
saggio di Mazzacurati.
Ogni capitolo del libro è dedicato a una
operazione specifica che può essere eseguita su un
testo letterario: costituire, commentare,
spiegare, storicizzare, leggere, tradurre,
formalizzare, analizzare, decostruire, interpretare.
Alcune trattazioni mi sono sembrate scritte in
maniera più chiara e accessibile di altre. Sto
pensando allo scritto di Ceserani sulle storie
letterarie, ma non solo.
Altri autori (Lombardo, Garroni) scelgono,
probabilmente a causa della complessità della
materia, la via impervia, per il lettore,
dell'oscurità e dell'esposizione criptica.
Bella la definizione che, della lettura, dà Fusillo
nel suo contributo: La lettura è la
realizzazione irripetibile e sempre nuova dell'opera
letteraria.
Quando ripongo il volume, più sfogliato che letto
con la necessaria attenzione, mi rimane la sensazione
contraddittoria di ammirazione, venata di una punta
di scetticismo.
I
libri di Mario Lavagetto