"Per
scegliere che cosa continuare a leggere e insegnare, mi attengo soltanto a
tre criteri: lo splendore estetico, il vigore intellettuale e la saggezza.
Le pressioni della società e le mode giornalistiche possono anche
oscurare, per un certo tempo, questi criteri; ma appunto, si tratta sempre
di periodi limitati, e alla fine le opere che non riescono a trascendere
il loro particolare contesto storico sono destinate a non sopravvivere".
(H. Bloom, "Sapienza" in La saggezza dei libri)
La letteratura può essere fonte di saggezza. Anzi, la letteratura
migliore è probabilmente quella che ci aiuta ad affrontare i traumi, i fallimenti
e i lutti dell'esistenza.
Partendo dal profondo bisogno di comprensione insito nel cuore dell'uomo,
Harold Bloom ci guida nell'esplorazione della letteratura sapienziale, che non
parla all'accademia ma direttamente al lettore comune. E i protagonisti
del bellissimo saggio del critico americano, uno fra i maggiori della nostra
epoca, diventano Giobbe e L'Ecclesiaste, Platone e Omero, Cervantes e
Shakespeare, Montaigne e Francesco Bacone, Samuel Johnson e Goethe,
Emerson e Nietzsche, Freud e Proust.
Bloom ci accompagna nella conoscenza delle opere di ciascun autore
trattato, corredando il proprio commento con la trascrizione di
significativi brani antologici.
La sapienza che ci viene insegnata dai libri è una sapienza non
consolatoria, ma dura e acre, ironica e tragica. Una saggezza che ci
insegna ad accettare i nostri limiti umani.
Una rivalutazione dei libri, quella operata da Bloom, una risposta
affermativa alla ricorrente domanda: "Può la letteratura essere
utile alla vita?". Perché, come scriveva Nietzsche, nel corso
della storia umana, in fondo, "le più grandi idee sono gli eventi
più grandi".
ordina
I
libri di Harold Bloom