Spesso, in Italia, molti cercano lavoro, senza
avere una professionalità e una preparazione
specifica da spendere sul mercato o, qualora in
possesso di una qualifica professionale, senza
quell'atteggiamento propositivo che deve possedere
chiunque voglia svolgere al meglio una qualsivoglia
attività.
Lasciando da parte le strumentalizzazioni politiche,
i rimedi proposti da Tremonti: inglese, impresa,
informatica, costituirebbero, qualora fossero fatti
propri dalle forze produttive del paese, un
significativo passo avanti.
Il libro di Lanzavecchia va oltre questo slogan e
fornisce, in modo fresco, fervido, aggiornato,
numerosi altri suggerimenti per rendere più
piacevole e competitivo il proprio lavoro,
all'insegna della necessità di cavalcare il
cambiamento continuo.
Per inserirsi nel nostro mondo globalizzato e
ipertecnologico e migliorare la qualità
dell'attività svolta, occorre, per Lanzavecchia, personale
molto più preparato e flessibile, una forte e
diffusa ricerca, nuove forme di organizzazione
d'impresa e una diversa struttura e cultura di tutta
la società.
Occorre, soprattutto, migliorare la qualità del
lavoro.
Le tecnologie lavorative e la rivoluzione culturale
che l'autore ci descrive nel libro, si adattano assai
bene anche al campo sanitario: ricerca, innovazione
continua, rigore scientifico, qualità totale, benchmarking,
just in time, marketing, management
aggiornato, organizzazioni snelle ed orizzontali,
flessibilità, imprenditorialità diffusa,
informatizzazione, team che lavorano per
obiettivi, creatività, valorizzazione delle risorse
umane.
Un libro che sa comunicare fiducia ed ottimismo e una
visione del lavoro quasi giocosa. Un testo, che
stimola tutti a diagnosi impietose di se stessi e
delle organizzazioni in cui si opera, proponendo, nel
contempo, degli entusiasmanti rimedi.