Per Dewey, gli uomini non si trovano di fronte alla
natura, ma immersi nella natura, facendo parte di essa. L'uomo,
partecipando allo sviluppo della natura, non ha conoscenza, ma esperienza
di essa. Dewey supera, in questo modo, il dualismo soggetto-oggetto.
L'esperienza ha per Dewey un valore maggiore della conoscenza.
Mentre la conoscenza include soltanto ciò di cui l'uomo è consapevole,
l'esperienza comprende tutti i sentimenti e gli stati d'animo che si
generano nell'uomo dal contatto che egli intrattiene con persone o cose.
L'esperienza include soggetto ed oggetti e spinge l'uomo ad operare
attivamente.
Mentre l'empirismo classico riconosceva nel processo di coscienza e
conoscenza del mondo un soggetto e un oggetto ben distinti, l'esperienza,
secondo l'accezione di Dewey, è la realtà completa e totale della vita,
che riunisce insieme soggetto ed oggetto e di cui la coscienza è soltanto
una parte.
Il fondamento dell'esperienza non è il conoscere, ma il vivere, il fare,
l'adattarsi all'ambiente e reagirvi con un'opera continua che determina
una trasformazione della realtà stessa.
Tutto avviene secondo il principio dell'interazione che si attua
tra l'organismo e l'ambiente: l'organismo riceve gli stimoli dall'ambiente,
vi reagisce e, come conseguenza di ciò, si instaura una nuova situazione.
Dewey parla di naturalismo umanistico, nel senso che organismo e
ambiente si compenetrano in un rapporto tra loro dinamico, producendo
modificazioni della realtà (naturalismo). L'uomo tuttavia (e qui sta
l'aspetto umanistico), è in grado di prevedere, controllare e dirigere i
fatti.
Nell'intrecciarsi delle reazioni fra l'uomo e l'ambiente naturale e
sociale in cui egli è immerso si produce la storia.
La concezione filosofica elaborata da Dewey è nota come strumentalismo,
perché per essa il pensiero costituisce lo strumento con cui l'uomo
risolve i problemi della propria esistenza. Dewey, pur considerando, come
James, l'azione il fondamento della vita, va oltre l'utilitarismo
puramente individuale e privato insito nelle idee filosofiche del filosofo
di New York. Per Dewey l'azione è importante non soltanto per il
progresso e il vantaggio del singolo, ma per l'avanzamento dell'intera
umanità.
La logica di Dewey è diversa da quella classica, tipica di un mondo
retto da principi eterni e immutabili. Secondo Dewey, la logica coincide,
invece, con l'indagine, attraverso la quale l'uomo passa da una
situazione indeterminata all'impostazione dei problemi e alla loro
soluzione. La logica di Dewey è una scienza dei processi, delle
relazioni e delle interazioni fra soggetto ed oggetto.
L'uomo agisce, oltre che sulla natura, anche sulla società. L'organizzazione
della società e la collaborazione portano alla democrazia,
caratterizzata dalla solidarietà e dal rispetto dell'iniziativa
individuale. In democrazia, tutti partecipano, scambiano le proprie
esperienze e discutono per giungere, in spirito di collaborazione, alla
decisione migliore.