John  DEWEY

Per Dewey, gli uomini non si trovano di fronte alla natura, ma immersi nella natura, facendo parte di essa. L'uomo, partecipando allo sviluppo della natura, non ha conoscenza, ma esperienza di essa. Dewey supera, in questo modo, il dualismo soggetto-oggetto. 

L'esperienza ha per Dewey un valore maggiore della conoscenza. Mentre la conoscenza include soltanto ciò di cui l'uomo è consapevole, l'esperienza comprende  tutti i sentimenti e gli stati d'animo che si generano nell'uomo dal contatto che egli intrattiene con persone o cose. L'esperienza include soggetto ed oggetti  e spinge l'uomo ad operare attivamente.

Mentre l'empirismo classico riconosceva nel processo di coscienza e conoscenza del mondo un soggetto e un oggetto ben distinti, l'esperienza, secondo l'accezione di Dewey, è la realtà completa e totale della vita, che riunisce insieme soggetto ed oggetto e di cui la coscienza è soltanto una parte.
Il fondamento dell'esperienza non è il conoscere, ma il vivere, il fare, l'adattarsi all'ambiente e reagirvi con un'opera continua che determina una trasformazione della realtà stessa.

Tutto avviene secondo il principio dell'interazione che si attua tra l'organismo e l'ambiente: l'organismo riceve gli stimoli dall'ambiente, vi reagisce e, come conseguenza di ciò, si instaura una nuova situazione.

Dewey parla di naturalismo umanistico, nel senso che organismo e ambiente si compenetrano in un rapporto tra loro dinamico, producendo modificazioni della realtà (naturalismo). L'uomo tuttavia (e qui sta l'aspetto umanistico), è in grado di prevedere, controllare e dirigere i fatti.
Nell'intrecciarsi delle reazioni fra l'uomo e l'ambiente naturale e sociale in cui egli è immerso si produce la storia.

La concezione filosofica elaborata da Dewey è nota come strumentalismo, perché per essa il pensiero costituisce lo strumento con cui l'uomo risolve i problemi della propria esistenza. Dewey, pur considerando, come James, l'azione il fondamento della vita, va oltre l'utilitarismo puramente individuale e privato insito nelle idee filosofiche del filosofo di New York. Per Dewey l'azione è importante non soltanto per il progresso e il vantaggio del singolo, ma per l'avanzamento dell'intera umanità.

La logica di Dewey è diversa da quella classica, tipica di un mondo retto da principi eterni e immutabili. Secondo Dewey, la logica coincide, invece, con l'indagine, attraverso la quale l'uomo passa da una situazione indeterminata all'impostazione dei problemi e alla loro soluzione. La logica di Dewey è una scienza dei processi, delle relazioni e delle interazioni fra soggetto ed oggetto.

L'uomo agisce, oltre che sulla natura, anche sulla società. L'organizzazione della società e la collaborazione portano alla democrazia, caratterizzata dalla solidarietà e dal rispetto dell'iniziativa individuale. In democrazia, tutti partecipano, scambiano le proprie esperienze e discutono per giungere, in spirito di collaborazione, alla decisione migliore.

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Pagina aggiornata il 17.04.08
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