Negli anni Settanta la
psichiatria fu, nell'ambito delle discipline mediche,
una delle pił innovative. L'Italia si inseriva, in
questo rinnovamento psichiatrico, all'avanguardia con
l' esperienza-pilota di Gorizia.
Frutto di quell'epoca e letto a 17 anni, quando le
crisi maturative adolescenziali sono ricorrenti e le
inquietudini esistenziali ci scuotono con maggiore
violenza, questo libro mi fece, subito dopo la
lettura di qualche pagina, una grande impressione.
E' uno dei pochi libri che ho letto pił volte. Con
questo saggio, la psichiatria italiana esce dalle
secche dell'organicismo e si apre alla psicologia,
alla sociologia, alla filosofia, alla psicoanalisi.
La malattia mentale, anche quella usualmente di
competenza manicomiale, diviene espressione di
conflitti psichici. Jervis volge lo sguardo oltre gli
angusti confini nazionali e presta attenzione a
quello che avviene e si scrive in Francia,
Inghilterra, USA, le nazioni pił progredite.
Il suo Manuale insegna al lettore che si
possono esprimere concetti complicati usando un
linguaggio comprensibile, comunica l'entusiasmo per
la ricerca, l'orgoglio e la necessitą di una
documentazione rigorosa ed estesa, la voglia di
innovare e modernizzare un settore, quello
psichiatrico, gonfio di miserie e grettezze. E' un
libro che nasce dall'elaborazione delle esperienze
sul campo condotte dallo storico gruppo di Franco
Basaglia, ma Jervis per energia, capacitą retorica,
vastitą di orizzonti culturali sembra superare il
maestro.
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