Il James critico possiede la
stessa prosa elegante e la medesima sottigliezza psicologica, che lo
segnalano come uno dei narratori americani più importanti in
assoluto.
Ne fa fede il bel volume La lezione dei maestri, ormai
reperibile, con sommo gaudio del lettore, anche sul bancone dei remainder.
Un libro che raccoglie una serie di saggi sul realismo e il romanzo
francese dell'Ottocento. Hugo, Maupassant, Balzac, Flaubert, Mérimée,
George Sand sono gli scrittori su cui appunta la sua attenzione James.
C'è, inoltre, Turgenev, russo di nascita, ma francese per
frequentazioni e stile letterario.
Si tratta insomma, per lo più, di romanzieri immensi, quelli che ancora
continuano ad attirare l'interesse e il plauso del lettore
contemporaneo.
James illumina il mistero del rapporto arte-vita inserendo, per ogni
autore trattato, delle notazioni psicologiche, oggi inspiegabilmente e frettolosamente
cassate dalla teoria letteraria con una repulsione quasi
fobica.
Siamo così indotti a
"leggere questi saggi - fa osservare Giovanna Mochi
nell'introduzione -, come storie, incontri di esperienze, ricerche e
costruzioni di significato".
Il linguaggio adoperato dallo scrittore americano è chiaro e
naturale, senza tuttavia essere mai banale e superficiale. Egli non intende
nasconderci la complessità e le difficoltà che accompagnano il
processo creativo.
Assolutamente banditi dal testo le fumisterie e i gerghi oscuri e
allusivi della critica accademica.
Un bel libro, dunque, da comprare senza indugi e da rileggere, di
tanto in tanto, per ammirarne lo stile e assimilarne l'insegnamento.
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I
libri di Henry James