Il suo vero nome era Jacopo de
Benedecti.
È vissuto nel XIV secolo, in un periodo dunque di trasformazioni e
avvenimenti particolarmente importanti.
Era un uomo di legge, portato ai piaceri della vita. Poi la moglie
muore improvvisamente, dopo aver condotto una vita di purezza e di
penitenza: sotto le vesti portava il cilicio.
Jacopone entra in crisi religiosa; indossa il saio, dopo aver donato i
propri beni. Dapprima divenne mendicante, si diceva addirittura fosse
diventato pazzo. Seguiva rigidamente i principi della povertà. Con
qualche riserva venne accolto nell'ordine dei francescani. All'interno dell'ordine dei francescani esistevano
allora due correnti: una
moderata, l'altra più fanatica ed esasperata (gli spirituali).
Jacopone aderì a questa seconda corrente. Più tardi venne messo in
carcere, ma egli non si lamentò, quasi invece se ne compiacque. Uscito
di prigione, muore tranquillo in una notte di Natale.
De l'infermità e mali ...
Jacopone teme il suo corpo, perché non è sicuro del suo
spirito. Il suo misticismo non si traduce mai nella pace dello
spirito, ma è un eterno conflitto tra anima e corpo.
(v. s. 18-12-2004))
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