Sono molti i manuali che, periodicamente, sugli
scaffali delle librerie o addirittura ancora più
spesso sui banconi degli ipermercati, promettono
ricette sicure per raggiungere la felicità.
Alcuni, secondo me, forniscono un valido aiuto e una
preziosa occasione per riflettere su se stessi e
identificare un modo di vivere che ci si confà.
Altri sono paccottiglia illeggibile.
Comunque io, oggi più che in passato, tendo a
preferire la saggezza che si può ricavare dalla
studio della grande letteratura.
Non a caso, in questo intelligente manualetto di
Watzlawick, molti sono i riferimenti ai classici,
antichi e moderni.
Il volume si distingue per fornire, ironicamente,
delle dritte per raggiungere la più sicura e
perfetta delle infelicità.
Watzlawick è un insigne psichiatra, studioso delle
strategie di cambiamento oltre che esperto di
comunicazione umana, della quale ci illustra, con
amabilità divulgativa, spirito e spregiudicato
garbo, i buchi neri, i paradossi, gli inciampi
cognitivi capaci di rendere la nostra vita
confortevolmente lastricata di infelicità.
Watzlawick non risparmia le critiche alla psicanalisi,
che ritiene in sostanza colpevole di incamerare
ricchi introiti, sfruttando pomposi concetti.
Concludo con una raccomandazione, implicita in tutto
il libro dello psichiatra americano: chi vuole
rendersi l'esistenza vivibile deve evitare, con
ragionevole approssimazione, le insidiose trappole
così ben descritte da Watzlawick nel suo divertente
quanto opportuno saggio.
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