Raccolta di scritti manganelliani, corsivi per lo più
destinati a quotidiani e settimanali. Tuttavia, già
da questi pezzi giornalistici, è possibile
apprezzare lo stile di un grande scrittore, lasciarsi
sedurre dal funambolismo verbale, dalla capacità di
modellare i periodi, di mettere con maestria una
parola dietro l'altra, tante parole, molte più di
quante chiunque di noi comunemente usi.
E lasciarsi conquistare dall'ironia, dallo stile
cattivante, dal piacere spirituale (ma io credo anche
fisico) dell'erudizione.
Di Improvvisi... mi
è rimasto nel ricordo uno dei tanti pezzi, tutti
godibili, sulla scuola:
Oggi non è il mio primo giorno di scuola. Non
indosso grembiuli che mal si accorderebbero con la
mia mole, la mia dignità generica, i miei occhiali
pensosi, che sono la mia parte più squisitamente
intellettuale. Sono esentato dalla marmellata, dai
quaderni, dalle campanelle, e nessun bidello,
nell'intera penisola, ha alcun potere su di me. Dal
punto di vista della scuola, e di questo, fatale,
iniziatico primo giorno, io sono un uomo libero. Non
è un risultato da poco, e qualcuno vorrà sapere
come mai io, che sono, tutto considerato, un inetto,
sia riuscito a tanto. Il metodo è semplice:
invecchiando".
A parte il piacere del testo e il riso che ne
sgorga, che insight liberatorio in queste
frasi, alla faccia di quegli ingegneri sociali che
vogliono prolungare indefinitamente per tutti
l'obbligo scolastico.
Per chi non conoscesse a fondo Manganelli (me
compreso) e volesse farsene un'idea più precisa,
riporto i suoi tratti peculiari, così come sono
descritti da Guglielmi ne Il piacere della
letteratura:
Tanta destrezza si esalta nell'impatto con uno
spirito notturno e saturnino, allevato alla beffa e
temprato in esercizi di gelida ilarità.
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