Marie-France Hirigoyen, Molestie morali, Einaudi, 2000

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copertinaAncora un libro che si occupa con chiarezza e competenza di mobbing e dintorni.

La violenza perversa nella famiglia e nel lavoro è il sottotitolo di questo validissimo testo, scritto da una psichiatra che è anche psicanalista e psicoterapeuta.

Il volume ci descrive come si manifesta la violenza (psicologica e fisica) in famiglia e, quello che qui più ci preme, nell'ambiente di lavoro. Ci descrive inoltre quali sono i profili psicologici dei persecutori (spesso patologicamente egocentrici, narcisisti e sadici) e quali le reazioni delle vittime.

In azienda la violenza morale può essere perpetrata da colleghi, spesso coalizzati, come pure, più frequentemente, dai superiori gerarchici. Si instaura un clima aziendale fatto di manipolazioni, di discredito e svalutazione personali, di mistificazioni, di colpi bassi, di derisioni, di angherie, di colpevolizzazioni, di esclusioni, di umiliazioni, di menzogna, di isolamento, di ingiurie, di calunnie, di intimidazioni, di vero terrorismo psicologico, che tende ben presto alla distruzione psicologica della vittima e spesso tollerato dai vertici, almeno finché ciò non influisce pesantemente sul rendimento lavorativo generale.
Inoltre la solitudine della vittima è aggravata dalla mancanza della solidarietà dei colleghi, che gliela negano per conformismo, paura o semplice stupidità.

A tutto questo chi è aggredito può reagire, innanzitutto smettendo di colpevolizzarsi e di cercare giustificazioni e poi utilizzando altre strategie psicologiche per neutralizzare l'aggressore. Da ultimo esistono ormai anche in Italia delle norme giuridiche che tutelano il lavoratore molestato, cui si può ricorrere.
A volte è pure necessario, per ricostruire psicologicamente una personalità annullata, un periodo più o meno protratto di psicoterapia.

Le aziende che lasciano fare sono spesso aziende disorganizzate, orientate sì ai risultati quantitativi, ma incapaci di riconoscere il fattore umano, relazionale. "Eppure, - scrive la Hirigoyen -, le conseguenze economiche della molestia non sono trascurabili per un'azienda. Il deterioramento dell'atmosfera lavorativa ha come corollario una diminuzione significativa dell'efficienza o del rendimento del gruppo o di un team di lavoro. La gestione del conflitto diviene la principale preoccupazione degli aggressori e degli aggrediti e talvolta anche dei testimoni, che non sono più concentrati sui loro incarichi. Le perdite per l'azienda possono assumere allora proporzioni considerevoli, da un lato per la diminuzione della qualità del lavoro e dall'altro per l'incremento dei costi dovuti all'assenteismo".

Nel libro si ribadisce, dunque, che un clima aziendale orientato o tollerante nei confronti della violenza genera spesso costi e perdite aggiuntive, derivanti dalla demotivazione, dalla frustrazione, dallo spegnimento di ogni energia psichica positiva nei dipendenti.

Un sintetico, ma significativo capitolo è posto in appendice al libro; si intitola Il mobbing, ovvero il terrore psicologico sul posto di lavoro e la situazione italiana ed è scritto da quello che viene considerato il massimo esperto di mobbing del nostro Paese, Harald Ege.

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