Henri  BERGSON

Fondamento dell'universo è l'energia vitale o slancio vitale (elan vital). Si tratta di una forza libera, spontanea che si può identificare con Dio e che non risponde a nessun meccanicismo o finalismo.

L'esistenza umana e la vita interiore stessa sono slancio vitale.

Tutte le cose si producono attraverso un processo libero, originale e creativo, assolutamente non deterministico, denominato evoluzione creatrice.

Lo slancio vitale, per mezzo dell'evoluzione creatrice, può cristallizzarsi nella materia, che costituisce un'interruzione soltanto momentanea dell'impulso di energia, pervasa ancora da frammenti di vita e dallo slancio vitale e suscettibile di modificarsi in nuove strutture.

Dio, dunque, viene identificato da Bergson con lo slancio vitale. Egli ha bisogno di effondere il suo amore al di fuori di sé nel mondo.
"Dio è vita incessante, azione, libertà. La creazione non è un mistero; la esperimentiamo in noi dal momento in cui agiamo liberamente".
L'uomo è distinto da Dio, ma partecipa della potenza divina.

L'uomo può conoscere il mondo attraverso l'intelligenza, che ci permette però soltanto una conoscenza razionale,strumentale e parziale della realtà. Si tratta di una conoscenza utile all'azione, ma che non riesce a cogliere la realtà nel suo fluire.

Oppure l'uomo conosce attraverso l'intuizione, che partecipa dell'istinto e che permette all'uomo una conoscenza profonda e intima delle cose. L'intuizione è sganciata da concetti e schemi e aderisce allo slancio vitale e quindi alla vita, nel suo fluire. Tanto è importante l'intuizione nelle concezioni di Bergson che il suo sistema filosofico è chiamato intuizionismo.

Due sono per Bergson le possibili concezioni del tempo. Una è spaziale per cui il tempo è un susseguirsi di istanti uguali, puntiformi, misurabili. L'altra fa appello al concetto di durata. in questo caso il tempo non è misurabile, è il tempo della coscienza, della memoria e dell'immaginazione. Il passato dura vivendo nel presente ed entrambi durano prolungandosi nel futuro (di qui il termine durata).

Riguardo alla morale, Bergson ne riconosce di due tipi: la morale chiusa o statica, fatta di norme imposte dall'esterno, rigide e ben definite e la morale aperta o dinamica, generata dallo slancio vitale, passibile di continue modificazioni, basata sul sacrificio volontario e sull'eroismo, ispirata alle grandi figure morali del passato.

In opposizione a una religione statica, basata su dogmi e superstizioni, utili per offrire all'uomo una protezione dai pericoli e dalle incertezze del futuro, Bergson propugna una religione dinamica, improntata allo slancio vitale e creatore, che conduce al misticismo.

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Pagina aggiornata il 22.04.08
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