Fondamento dell'universo è l'energia vitale o slancio
vitale (elan vital). Si tratta di una forza libera, spontanea
che si può identificare con Dio e che non risponde a nessun meccanicismo
o finalismo.
L'esistenza umana e la vita interiore stessa sono slancio vitale.
Tutte le cose si producono attraverso un processo libero, originale e
creativo, assolutamente non deterministico, denominato evoluzione
creatrice.
Lo slancio vitale, per mezzo dell'evoluzione creatrice, può
cristallizzarsi nella materia, che costituisce un'interruzione
soltanto momentanea dell'impulso di energia, pervasa ancora da frammenti
di vita e dallo slancio vitale e suscettibile di modificarsi in nuove
strutture.
Dio, dunque, viene identificato da Bergson con lo slancio vitale. Egli
ha bisogno di effondere il suo amore al di fuori di sé nel mondo.
"Dio è vita incessante, azione, libertà. La creazione non è un
mistero; la esperimentiamo in noi dal momento in cui agiamo
liberamente".
L'uomo è distinto da Dio, ma partecipa della potenza divina.
L'uomo può conoscere il mondo attraverso l'intelligenza, che ci
permette però soltanto una conoscenza razionale,strumentale e parziale
della realtà. Si tratta di una conoscenza utile all'azione, ma che non
riesce a cogliere la realtà nel suo fluire.
Oppure l'uomo conosce attraverso l'intuizione, che partecipa
dell'istinto e che permette all'uomo una conoscenza profonda e
intima delle cose. L'intuizione è sganciata da concetti e schemi e
aderisce allo slancio vitale e quindi alla vita, nel suo fluire. Tanto è
importante l'intuizione nelle concezioni di Bergson che il suo sistema
filosofico è chiamato intuizionismo.
Due sono per Bergson le possibili concezioni del tempo. Una è spaziale
per cui il tempo è un susseguirsi di istanti uguali, puntiformi,
misurabili. L'altra fa appello al concetto di durata. in questo
caso il tempo non è misurabile, è il tempo della coscienza, della
memoria e dell'immaginazione. Il passato dura vivendo nel presente ed
entrambi durano prolungandosi nel futuro (di qui il termine durata).
Riguardo alla morale, Bergson ne riconosce di due tipi: la morale
chiusa o statica, fatta di norme imposte dall'esterno, rigide e ben
definite e la morale aperta o dinamica, generata dallo slancio
vitale, passibile di continue modificazioni, basata sul sacrificio
volontario e sull'eroismo, ispirata alle grandi figure morali del passato.
In opposizione a una religione statica, basata su dogmi e
superstizioni, utili per offrire all'uomo una protezione dai pericoli e
dalle incertezze del futuro, Bergson propugna una religione dinamica,
improntata allo slancio vitale e creatore, che conduce al misticismo.