Henri F. Ellenberger, La scoperta dell'inconscio, Boringhieri, 1976

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copertinaLa predilezione che si prova per un libro, spesso è rivelata dalla copertina. Quella della mia copia de La scoperta dell'inconscio è consunta e quasi illeggibile, segno che ho letto e riletto i due volumi, li ho sfogliati, consultati, interpellati, interrogati.
Un'amica definì il saggio di Ellenberger un romanzo, per sottolinearne la qualità di scrittura e il contenuto, avvincente.

Mentre gli psichiatri tendono a considerare la loro disciplina un prodotto scientifico, un' emanazione del laboratorio, lo psicologo canadese colloca la psichiatria dinamica nel suo contesto storico e la lega alla letteratura, alla sociologia, alla filosofia, alla cronologia delle vicende umane. I grandi pensatori carismatici, i fondatori della moderna psichiatria vengono tratteggiati senza inutili apologie, ma nelle loro personalità contraddittorie, articolate, con la loro genialità e i loro pregiudizi, i loro successi e i loro scacchi. Le teorie vengono riassunte in maniera chiara, senza trascurarne la complessità.

Il libro prende le mosse da sciamani e esorcisti per arrivare a Mesmer, Janet, Freud, Jung, Adler e i contemporanei.

Un saggio notevole, una lettura piacevole e necessaria, un testo che ci fornisce molte coordinate per comprendere non solo la psichiatria, ma anche noi stessi e gli altri.

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Pagina aggiornata il 23.10.00
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