Ian Hamilton, Alla ricerca di Salinger, Leonardo, 1990

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"'Uno scrittore, quando gli si chiede di discutere del proprio mestiere, dovrebbe alzarsi e dire ad alta voce soltanto i nomi degli scrittori che ama'. E i nomi che avrebbe dovuto gridare erano: Kafka, Flaubert, Tolstoj, Cechov, Dostoevskij, Proust, O'Casey, Rilke, Lorca, Keats, Rimbaud, Burns, E. Brontë, Henry James, Blake, Coleridge".

"Buddy (personaggio di Seymour. Introduzione, ndr) disprezza la cultura che lo ha reso celebre. È disgustato dall''aristocrazia intellettuale' alla moda; la chiama 'la nobiltà dalle orecchie di latta'. Gli intellettuali di questi tempi sono ossessionati dalla psicanalisi, che Buddy considera una perdita di tempo. Non ha tempo nemmeno per chi va a caccia di indizi biografici o per l'opportunismo dei giornalisti dei settimanali e desidererebbe chiarire ai suoi giovani lettori dei campus che se l'essere un astro della letteratura significa frequentare beat, scoppiati dharma, chitarristi inetti e strampalati zen, allora, per quel che lo riguarda, è pronto a dimenticare la loro venerazione.
(...) 'Ho aspettato parecchi anni per raccogliere queste opinioni e tirarle fuori" dice Buddy facendo considerazioni sui "nostri impegnati gruppi di studio neofreudiani di Arti e Lettere', sugli editori e sugli accademici, sui poeti mediocri e tutti quei cosiddetti artisti che collaborano con la corrotta macchina letteraria metropolitana, quelli che scrivono gli uni sul lavoro degli altri o distribuiscono 'disinvolte' interviste sui loro metodi di lavoro".

Jerome David Salinger nasce il primo gennaio 1919 a New York. Le origini della famiglia Salinger si collocano nell'Europa orientale, forse in Polonia. Il padre, Sol, è un ricco commerciante di formaggi e prosciutti; la mamma, Marie, cui Jerome, unico figlio maschio, sarà molto legato, è una scozzese che muterà il suo nome in Miriam per uniformarsi alla famiglia del marito.

Jerome è un bambino intelligente e infatti a scuola se la cava bene eccetto che in matematica. Adolescente, manifesterà insofferenza per l'educazione scolastica che lo porterà a frequentare scuole non proprio prestigiose, e ad una serie di fallimenti: Salinger non completerà mai gli studi universitari.

Scolaro silenzioso e riflessivo, Jerome D. Salinger manifesta presto un'attrazione per il giornalismo e l'arte drammatica. Col progredire degli anni si rivela brillante, sarcastico e dotato di talento per la scrittura.

Si iscrive all'Accademia militare di Valley Forge, ma non possiede spiccate attitudini militari.

I suoi insuccessi scolastici lo mettono in rotta di collisione col padre, un uomo positivo, che tenta di fargli intraprendere la carriera di commerciante in modo da rendersi utile nell'azienda di famiglia. Salinger fa un viaggio in Europa, impara le lingue, macella persino maiali in Polonia, ma il commercio non fa per lui.

Nel frattempo scrive racconti che gli vengono rifiutati.
Finalmente riesce a pubblicare, nel 1940, su una rivista seria, Story, un racconto dal titolo emblematico: I giovani.
Inorgoglito, il giovane Salinger, intensifica la sua attività, riuscendo a scrivere persino racconti "commerciali". A 23 anni ha già pubblicato per numerose importanti riviste. Il suo sogno adolescenziale si è realizzato.
Scrive in un modo accattivante: gradevole, brusco, ma sotto sotto tenero. Ama Tolstoj e Scott Fitzgerald.

Partecipa volontariamente alla guerra, un'esperienza che lo segnerà profondamente e il cui riverbero attraverserà la sua stessa produzione narrativa. Nel 1945, in seguito allo stress dell'esperienza bellica, cade in un "esaurimento nervoso". Si sposa con un medico francese, Sylvia, un matrimonio che dura appena otto mesi e incontra Hemingway, che gli manifesta la propria sincera stima.

Nei primi anni del dopoguerra perfeziona la sua tecnica narrativa e pubblica su riviste via via più prestigiose.
Chi lo conosce lo descrive come un uomo inquieto e a disagio, alto e bello, arrogante per insicurezza e nello stesso tempo ansioso di piacere.

Nel 1951 pubblica Il giovane Holden, accolto subito da critiche entusiaste pressoché unanimi. Nel giro di pochi anni il romanzo che narra le gesta del liceale Holden Caulfield diventa un cult-book.

Intanto Salinger matura il convincimento che scrivere sia inseparabile dalla ricerca dell'illuminazione. Si interessa di filosofie orientali e scopre quanto sia difficile conciliare lo stile di vita americano con la dimensione spirituale. Sviluppa una vera passione per la solitudine, la meditazione, il silenzio.

Nel 1953 si stabilisce in un cottage a Cornish, nel New Hampsire: la nuova abitazione non possiede né riscaldamento, né acqua corrente, né elettricità. La sua vita "esteriore" viene quasi completamente a coincidere con la sua vita "interiore". Pubblica i Nove racconti che denotano, secondo la critica, una sicurezza stilistica persino eccessiva.
Nel frattempo si lega alla figlia diciannovenne di un noto critico d'arte, Claire Douglas, che sposerà nel 1955.
A Cornish lo scrittore coltiva ortaggi, prega, va in giro con gli adolescenti del luogo a bordo di una jeep. Presto si sente tradito anche dai ragazzi: una sua intervista concessa a un giornalino scolastico compare su una diffusa rivista. Salinger decide di erigere, a tutela della sua privacy, un alto steccato  intorno alla propria abitazione.

Nel 1955 pubblica Alzate l'architrave carpentieri. Dopo tre settimane vede la luce la figlia Margaret Ann Salinger. Salinger avrà qualche anno dopo un figlio maschio, Matthew
Nel 1959 esce, sul New Yorker, Seymour. Introduzione; è del 1961 un altro suo best-seller: Franny e Zooey. Nel 1967 divorzia anche dalla seconda moglie. L'ultima opera narrativa di Salinger  viene pubblicata nel 1965; si tratta di un racconto lungo, in forma epistolare: Hapworth 16, 1924.

Nonostante il favore dei lettori e della comunità letteraria, non tutta la critica ha accolto favorevolmente la narrativa di Salinger. Fra tutti,  i giudizi non benevoli di Norman Mailer e di George Steiner:

"Sembra che io sia il solo a ritenerlo nient'altro che la più grossa testa mai comparsa in un liceo... naturalmente è un'opinione che può essere suggerita da nulla di più nobile dell'invidia. Salinger ha avuto la saggezza di scegliere argomenti comodi, cosa che di certo io non ho fatto; ma poiché il mondo è ora in uno stato di acuto disagio, non so quanto questa saggezza gli faccia onore".
(Norman Mailer, Advertisement for Myself)

"I giovani amano leggere dei giovani. Salinger scrive con periodi brevi... Non pretende nulla dai suoi lettori quanto a interessi politici e letterari... Salinger sfrutta la superficialità morale e l'assoluta ignoranza dei suoi giovani lettori. Suggerisce loro che l'ignoranza esplicita, l'apatia politica e una vaga 'tristesse', sono virtù positive. È qui che fa breccia il suo abile, ma a volte scadente uso dello zen. Lo zen è di moda.
Gente cui mancano perfino i rudimenti della conoscenza necessaria alla lettura di Dante, o l'energia richiesta da Schopenhauer, afferra invece l'ultimo tascabile sullo zen".
(George Steiner, The Salinger Industry, in "The Nation", 14 novembre 1959)

Salinger continua a vivere tutt'oggi, difendendosi dall'assalto dei reporter, nel suo isolamento rurale, interrotto da qualche breve sortita a New York. Poche le foto che lo ritraggono, magari al supermercato mentre fa la spesa.
L'uscita stessa di questa biografia non autorizzata.ha costretto Hamilton a dover affrontare una lunga e frustrante causa giudiziaria intentatagli dallo scrittore. 

Il libro di Hamilton, in verità, è un'operazione culturale a metà fra il saggio critico e la biografia. Scritta da un letterato estimatore di Salinger, animata dall'obiettività e dalla volontà di comprendere, si tratta, a mio avviso, di  un'opera onesta e documentata che, gettando luce sul rapporto vita-opera, rende più profonda la nostra comprensione della produzione narrativa di uno degli scrittori più ammirati nel mondo. 

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Valentino Sossella