Il Guicciardini lavora con i
Medici, ma ciò non denuncia un ideale diverso da quello di Machiavelli.
L'attiva partecipazione alla vita politica del suo tempo è una delle
caratteristiche principali di Guicciardini. Per i Ricordi,
Guicciardini si pone sullo stesso piano di Machiavelli. La sua visione
è ancora più pessimista rispetto a quella del segretario fiorentino.
La soluzione del problema politico in Guicciardini non appare.
Sia Guicciardini che Machiavelli riflettono sui casi della storia,
entrambi coniugano l'osservazione attenta della situazione storica in
cui vivono con gli insegnamenti degli antichi. Attingono alle medesime
basi filosofiche per formulare la loro concezione dell'uomo.. Partono
entrambi da una distinzione netta tra politica, morale e religione. Da
queste basi comuni sviluppano, tuttavia, pensieri diversi:
- Per Machiavelli, dall'analisi della storia, dalla concezione
naturalistica dell'uomo, dall'analisi della realtà, noi possiamo
scoprire le costanti dell'atteggiamento umano e fissare le leggi
fondamentali della politica. La politica, per Machiavelli, è una
scienza.
Per Guicciardini, invece, le circostanze variano sempre, per cui
non possiamo trarre dell'utile dagli insegnamenti del passato. Il
passato e i libri non possono darci una conoscenza della infinita
distinzione delle circostanze.
- Il fine della politica è diverso: Per Machiavelli esso si
identifica con l'utile dello Stato, per Guicciardini il fine
diventa il proprio "particulare" (interesse).
Il particulare non è soltanto un utile pratico, ma la
capacità dell'uomo di realizzarsi nella vita e nella storia.
Guicciardini condivide il pessimismo sull'uomo di Machiavelli.
"Meglio è essere temuto che amato" ribadisce Guicciardini.
Guicciardini trae le sue conclusioni guardandosi dall'autoinganno.
L'onore è, per Guicciardini, realizzazione di sé. Egli afferma
l'individualismo: l'agire politico ha come fine un utile individuale.
Visone pessimistica.
La Storia d'Italia è un'opera di carattere storico. È, in pratica,
la continuazione delle Storie fiorentine. Riflette lo spirito
del tempo, in quanto rispetta la realtà dei fatti. L'analisi è molto
attenta. Mentre l'atteggiamento di Machiavelli è dilemmatico,
Guicciardini ricostruisce i fatti nei loro minimi particolari, nella
loro interezza.
La Storia, per Guicciardini, è fatta dalle personalità d'eccezione.
Prevale, nell'analisi storica, la dimensione della politica, mentre si
rileva uno scarso interesse per l'economia, i problemi sociali e i
fatti internazionali.
(v. s. 23-12-2004)
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