Parsimoniam omnibus Lycurgus
sasit, existimans laborem militiae adsidua frugalitatis consuetudine
faciliorem fore. Auri argentique usum velut omnium scelerum materiam
sustulit. Fundos omnium aequaliter inter omnes divisit, ut aequata
patrimonia neminem potentiorem altero redderent. Convivari omnes publice
iussit, ne cuius dicitiae vel luxuria in occulto essent. Iuvenibus non
amplius una veste uti toto anno permissum est nec quemquam cultius quam
alterum progredi nec epulari poulentius, ne imitatio in luxuriam
verteretur. Pueros non in forum, sed in agrum deduci praecepit, ut
primos annos non in luxuria, sed in opere et in laboribus agerent. Nihil
eos somni causa substernere et vitam sine pulmento degere neque prius in
urbem redire quam viri facti essent statuit. Maximum honorem non divitum
et potentium, sed senum esse voluit nec sane usquam terrarum locum
honorationem senectus habet. Haec quoniam solutis antea moribus dura
videbat esse, auctorem eorum Apollinem Delphicum fingit, ut consuescendi
taedium metus religionis vincat. Dein ut aeternitatem legibus suis daret,
iure iurando obligat civitatem nihil eos (=cives) de eius legibus
mutaturos esse, priusquam reverteretur, et simulat se ad oraculum
Delphicum proficisci, consulturum quid addendum mutandumque legibus
videretur. Proficiscitur autem Cretam ibique perpetuum exilium egit
abicique in mare ossa sua moriens iussit, ne, relatis Lacedaemonem,
solutos se Spartani in dissolvendis legibus arbitrarentur.
Licurgo consigliò a tutti la sobrietà, ritenendo che la fatica
del servizio militare sarebbe stata più agevole con un uso continuo
della moderazione. Soppresse l'uso dell'oro e dell'argento come causa
di tutte le malvagità. Divise i fondi di tutti in maniera uguale fra
tutti, affinché i patrimoni uguagliati non rendessero nessuno più
potente di un altro. Ordinò a tutti di banchettare pubblicamente,
affinché le ricchezze o la dissolutezza di qualcuno non restassero in
segreto. Ai giovani non fu concesso di usare più di una sola veste in
tutto l'anno né che qualcuno uscisse in pubblico con più eleganza di
un altro, né pranzasse più sontuosamente, perché l'imitazione non
si mutasse in dissolutezza. Ordinò che i fanciulli fossero condotti
non nel foro, ma in campagna, perché conducessero i primi anni non
nella dissolutezza, ma nel lavoro e nei disagi. Stabilì che essi non
sacrificassero niente per causa della pigrizia e trascorressero una
vita senza companatico e non ritornassero in città prima che si
fossero fatti uomini. Volle che la massima stima fosse non dei ricchi
e dei potenti, ma dei vecchi e che i vecchi non avessero affatto in
qualche luogo della terra una condizione sociale più onorevole. Poiché
egli capiva che questi provvedimenti erano severi nei confronti dei
liberi costumi di prima, inventò che il loro autore fosse l'Apollo di
Delfo, affinché il timore della religione vincesse il fastidio di
abituarsi. In seguito per dare alle proprie leggi l'immortalità, obbligò
la città con un giuramento che i cittadini non avrebbero mutato
alcuna di quelle leggi, prima che egli fosse ritornato e finse di
andare dall'oracolo di Delfo, per esaminare che cosa sembrava si
dovesse aggiungere e mutare delle leggi. Andò invece a Creta e ivi
trascorse un esilio perpetuo e ordinò che, morendo, le sue ossa
fossero gettale in mare, perché, ritiratosi il Lacedemone, gli
Spartani non credessero di essere stati liberati nell'abolire le
leggi.
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