Alessandro e Renato Gilioli, Cattivi capi, cattivi colleghi, Mondadori, 2001

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Ritengo che mobbing diventerà una parola ricorrente e familiare nei prossimi anni.
Credo non si tratti della solita moda periodica inventata dagli psicologi, ma di un fenomeno aziendale grave, frequente ed importante cui prestare la massima attenzione.
Per mobbing si intende, la definizione è degli autori, una situazione di aggressione, di esclusione e di emarginazione di un lavoratore da parte dei suoi colleghi o dei suoi superiori.
In letteratura vengono usati anche i termini bossing (vale a dire quel tipo di persecuzione verticale costituito specificamente dai soprusi gerarchici e dalle umiliazioni imposte al subordinato da un superiore aggressivo) e bullying. Inoltre è possibile che si faccia riferimento a harassment (molestia), to harass (molestare), to gang up (formare un gruppo di aggressori), victimization, work abuse, whistleblowing (screditare attraverso delazione), oppure in lingua francese harcelement au travail oppure harcelement dans l'enterprise.
E' chiaro come le aziende, in epoca postindustriale, non possono giustificare chi, al proprio interno, adotti, per qualsivoglia motivo, una strategia di questo tipo.
Anzi, penso che la presenza o meno di strategie di mobbing tollerate dai vertici gerarchici, rappresenterà in futuro un importante parametro per discriminare fra aziende regressive, male gestite e peggio organizzate, cariche di zavorre, incrostazioni, pregiudizi antidiluviani e, invece, aziende moderne, sviluppate secondo principi aggiornati, eticamente ineccepibili.
Ricordo che pure sotto l'aspetto economico il mobbing non paga, anzi determina costi elevatissimi in termini di assenze dal lavoro, malattie, disaffezione, demotivazione, spese legali, indennizzi, ecc..
Il libro di Alessandro e Renato Gilioli ha il merito di essere semplice, divulgativo, discorsivo e, allo stesso tempo, preciso e puntigliosamente completo.
Ad una trattazione generale dell'argomento seguono nove testimonianze concrete di vittime dell'aggressione aziendale.
Concludono il libro suggerimenti e strategie per difendersi e liberarsi dalle molestie morali sul lavoro. Non viene esclusa nemmeno l'opzione di adire le vie legali. Qualora si prenda questa decisione, gli autori si sono premurati di indicare in maniera particolareggiata gli articoli del codice civile e penale che vengono violati in caso di angherie e vessazioni da parte di capi e colleghi.
La sanità, scrivono gli autori, è uno degli ambienti in cui il mobbing prospera maggiormente, con una media di vittime che supera il 23% dei lavoratori del settore.
E' possibile, viene sottolineato nel libro, che il far parte della Comunità Europea trascini anche il nostro Paese verso una maggiore sensibilità e consapevolezza del problema.
Si auspica, inoltre, un maggior coinvolgimento da parte dei sindacati, ancora troppo attenti agli aspetti economici dei contratti e poco alla soggettività dei lavoratori, mentre invece crescono e si complicano di pari passo con il benessere materiale i bisogni relativi alla sfera emotiva e relazionale di chi svolge un'attività.
Non si deve dimenticare che il lavoro contiene motivazioni non soltanto di sostentamento economico, ma anche di realizzazione personale.
A conclusione del volume, gli autori segnalano alcuni siti che si occupano del mobbing. Riporto i siti italiani:
http://www.freeweb.org/associazioni/mobby2000/
http://aziende.iol.it/prima

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Valentino Sossella