Mirabili prodigi preconizzano la futura grandezza di Gerone (GIUSTINO)

Hieronis tanta moderatio fuit, ut consentientium omnium civitatum favore dux adversus Carthaginienses primum, mox rex crearetur. Huius futurae maiestatis ipsa infantis educatio quasi praenuntia fuit. Quippe genitus erat patre Hieroclito, nobili viro, sed maternum illi genus sordidum atque pudibundum fuit. Nam ex ancilla natus ac propterea a patre, velut dehonestamentum generis, expositus fuerat. Sed parvulum et humanae opis egentem apes, congesto circa iacentem melle, multis diebus aluere. Ob quam rem responso haruspicum admonitus pater, quod regnum infanti portendi canebat (= dicebat), parvulum recollegit omnique studio ad spem maiestatis, quae promittebatur, instituit. Eidem, in ludo inter coaequales, discenti, lupus tabulam, in turba puerorum repente conspecyus, eripuit. Adulescenti quoque, prima bella ineunti, aquila in clipeo, noctua in Hasta consedit. Pulchritudo ei corporis insignis, vires quoque in homine (= in eo) admirabiles fuere. In adloquio blandus, in negotio iustus, in imperio moderatus prorsus, ut nihil ei regium deesse praeter regnum videretur.

Gerone fu di così grande moderazione che con l'appoggio di tutte le città consenzienti dapprima venne nominato comandante contro i Cartaginesi, successivamente re. La stessa educazione di lui ancora bambino fu quasi messaggera di questa futura grandezza. Certamente era stato generato dal padre Ieroclito, nobile uomo, ma l'origine della madre, gli fu abietta e disonorevole. Nato infatti da un'ancella ora per tal motivo, come per esempio la vergogna dell'origine, era stato abbandonato dal padre. Ma lo nutrirono molti giorni piccolo e bisognoso di assistenza umana le api, raccolto del miele intorno a lui che era abbandonato. Per la qual cosa, indotto dal responso egli aruspici, che diceva che per il bambino si prospettava il regno, il padre riprese il piccolo e lo preparò con ogni affetto all'attesa della maestà, che gli era promessa. Al medesimo, mentre a scuola apprendeva tra i suoi coetanei, un lupo, subito notato nella moltitudine di fanciulli, sottrasse la tavoletta. Anche da giovane, mentre intraprendeva le prime guerre, un'aquila gli si posò sullo scudo, una civetta sul giavellotto. Egli ebbe l'insigne bellezza del corpo, anche le forze in lui furono straordinarie. Attraente nella conversazione, giusto negli affari, assolutamente moderato nel comando, perché sembrasse che a lui non mancasse niente di regale eccetto il regno.

| home |

| versioni da latino |


Pagina aggiornata il 25.08.06
Copyright 2000-2008 Valentino Sossella