La vita
Nasce a Röcken, Lützen nel 1844. Nel 1868 conosce Richard Wagner,
di cui diventa fervido ammiratore. Per ragioni di salute nel 1879
abbandona l'insegnamento per soggiornare in località climatiche della
Svizzera e dell'Italia. Scrive e intanto comincia a manifestare i primi
segni di follia, forse indotta dalla sifilide. Dopo anni di
spostamenti da una clinica all'altra, muore a Weimar nel 1900.
Opere
La nascita della tragedia (1872); Umano, troppo umano
(1879); La gaia scienza (1882); Così parlò Zarathustra (1883-1884);
Al di là del bene e del male (1886); Genealogia della morale (1887)
Il pensiero filosofico di Nietzsche non è sistematico, ma procede
per riflessioni, lampi, illuminazioni, aforismi. Egli reagisce al
positivismo dominante del suo tempo negando alla razionalità
scientifica la capacità di risolvere efficacemente il problema del
divenire.
Prendendo le mosse da un'analisi dello spirito greco, Nietzsche vi
distingue l'elemento dionisiaco, caratterizzato dall'istinto e dal senso
tragico della vita, dall'elemento apollineo, razionale, moderato, che
attraverso Socrate e il cristianesimo è responsabile della decadenza
della civiltà.
Nietzsche si scaglia contro l'ipocrita sistema di valori propugnato
dal cristianesimo: l'umiltà, la castità, la povertà, la non violenza.
Egli proclama la morte di Dio. Alla morale cristiana, negatrice della
gioia e della pienezza del vivere, ne contrappone una nuova, basata
sulla trasmutazione di tutti i valori, una morale che esalta la forza,
la fierezza, l'individualismo, la volontà di primeggiare, il piacere.
Tale nuova morale, connotata dalla volontà di potenza, sarà
incarnata dal superuomo, colui che saprà andare oltre tutte le
regole, in una sorta di esaltazione vitalistica.