Erich Fromm, Fuga dalla libertà, Edizioni di Comunità, 1980

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copertinaUn classico della psicologia questo Escape from Freedom, pubblicato per la prima volta nel 1941.

Secondo Fromm, ciascun essere umano abbisogna di un orientamento nel mondo, di una sorta di mappa, di un insieme di spiegazioni che giustifichino la sua esistenza.
E questo il francofortese fa in tutti i suoi libri, proponendosi come guida sicura e offrendo un sistema di riferimento articolato che permette al lettore di approfondire la conoscenza di se stesso, degli altri e della società in cui vive.

In questo saggio, che forse è il più famoso e importante, spiega come la libertà sia un grande valore, ma anche un peso insostenibile per la maggioranza degli uomini, che cercano così di fuggire alla responsabilità, rifugiandosi nel sadomasochismo, nell'autoritarismo o nel conformismo. Questa frequente e diffusa fuga dalla libertà spiega gli inquietanti totalitarismi del Novecento.

"L'uomo moderno, liberato dalle costrizioni della società preindividualistica, che al tempo stesso gli dava sicurezza e lo limitava, non ha raggiunto la libertà nel senso positivo di realizzazione del proprio essere: cioè di espressione delle sue potenzialità intellettuali emotive e sensuali. Pur avendogli portato indipendenza e razionalità, la libertà lo ha reso isolato e, pertanto, ansioso e impotente".

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