Un classico della psicologia
questo Escape from Freedom, pubblicato per
la prima volta nel 1941.
Secondo Fromm, ciascun essere umano abbisogna di
un orientamento nel mondo, di una sorta di mappa, di
un insieme di spiegazioni che giustifichino la sua
esistenza.
E questo il francofortese fa in tutti i suoi libri, proponendosi come guida sicura e offrendo un sistema
di riferimento articolato che permette al lettore di
approfondire la conoscenza di se stesso, degli altri
e della società in cui vive.
In questo saggio, che forse è il più famoso e
importante, spiega come la libertà sia un grande
valore, ma anche un peso insostenibile per la
maggioranza degli uomini, che cercano così di
fuggire alla responsabilità, rifugiandosi nel
sadomasochismo, nell'autoritarismo o nel conformismo.
Questa frequente e diffusa fuga dalla libertà spiega
gli inquietanti totalitarismi del Novecento.
"L'uomo moderno, liberato dalle costrizioni
della società preindividualistica, che al tempo
stesso gli dava sicurezza e lo limitava, non ha
raggiunto la libertà nel senso positivo di
realizzazione del proprio essere: cioè di
espressione delle sue potenzialità intellettuali
emotive e sensuali. Pur avendogli portato
indipendenza e razionalità, la libertà lo ha reso
isolato e, pertanto, ansioso e impotente".
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