Tiziano Scarpa, Cos'è questo fracasso?, Einaudi, 2000

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copertinaVolutamente caotico e dionisiaco, questo libro fa incursioni nella letteratura, in realtà su tutto quanto esprime la cultura giovanile contemporanea. Lo fa con una scrittura anfetaminica e insonne, fitta di neologismi, allitterante, ridondante, gergale, corporale con molti (troppi?) ricorsi a metafore e lemmi sessuali (che stanchezza!). E soprattutto informata. Anche se trascorro gran parte del tempo libero leggendo, Scarpa mi sorprende sciorinando nomi mai sentiti pronunciare prima.

Un libro che non mi ha convinto del tutto. Troppe concessioni alla futilità, un'eccessiva contaminazione di alto e basso, rischiando di mettere sullo stesso piano Dostoevskij e Labranca, troppe strizzatine d'occhio a certa scafata cultura radical chic e alle sue predilezioni stereotipate, troppo giovanilismo, troppo trash, pop, cyber, blob, splatter, comics, bit, punk, beat, cult, mistery, mentre la vita è altrove.
Si ricava la sensazione di un certo conformismo culturale, di un difetto di autenticità, di un eccesso di goliardia ed estroversione a scapito dell'originalità e dei veri fondamenti. Scarpa sceglie di essere attuale, mentre solo gli inattuali possono giudicare il presente.
Il rischio è di far mostra di un'intelligenza dopaminizzata e febbrile, ma senza profondità, di una cultura vasta e informata, ma priva di interiorità e prospettiva.

Ho terminato la lettura finendo col sentire Scarpa un po' estraneo, come non mi capita invece con gli scrittori che mi piacciono. Forse ciò è dovuto al fatto che il libro raccoglie scritti sparsi, d'occasione, già pubblicati su varie riviste.

Negli interventi più ampi che concludono il libro, Scarpa è più convincente, la scrittura è più meditata. Bello il saggio critico su Goldoni e certi suoi ricordi d'infanzia, teneri e illuminanti. Mi sono piaciute alcune sue annotazioni sulla funzione della letteratura:
(...) incontentabili che ai romanzi continuano a fare domande radicali.
(...) La letteratura ... venga a raccontarci che cosa sono la bellezza e la verità.

Non condivido, invece, il giudizio critico su Bernhard: Scarpa definisce i suoi libri trascrizione degli altri. Ora, se c'è un autore solitario, che incentra i propri libri sull'interiorità, l'autobiografia e l'introspezione e dove i personaggi sembrano l'alter ego dello scrittore, questi sono proprio i romanzi di Bernhard. A mio avviso, naturalmente.

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Pagina aggiornata il 26.11.00
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