Si
tratta di un testo specialistico e quindi di difficile comprensione per
chi non ha una cultura economica specifica, orientata alla gestione e
all'organizzazione dei servizi sanitari.
Tuttavia l'infermiere può trarre dalla lettura, anche parziale, del
volume, delle informazioni e degli stimoli di riflessione utili per
capire qual è l'evoluzione della sanità contemporanea.
L'approccio scientifico, adottato nel volume, facilita al
lettore la valutazione di vantaggi e svantaggi, relativi alle innovazioni
che si profilano all'orizzonte.
I lavori riuniti nel libro affrontano quattro ordini di problemi: il finanziamento del
Servizio Sanitario, la programmazione e l'organizzazione dei servizi
ospedalieri, la programmazione e l'organizzazione dei servizi
territoriali, le risorse umane e i fattori produttivi.
La situazione attuale vede il governo impegnato a contenere la
spesa sanitaria entro una quota prefissata del prodotto interno lordo
(PIL), cercando di garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA).
In quest'ottica, si mette in dubbio la capacità di un ipotetico
sistema federale di garantire il raggiungimento di obiettivi di uguaglianza
e di solidarietà, caratteristici di un Servizio Sanitario
nazionale pubblico.
Emergono innovazioni organizzative interessanti, atte a fornire
prestazioni sanitarie più efficienti, efficaci e appropriate, che
vengono criticamente analizzate nel libro:
- servizi a rete;
- medici di medicina generale che si associano in rete, in gruppo, in
cooperativa. Costituzione di country hospital o ospedali di
distretto, che vedono i medici di base gestire direttamente
posti letto. Attualmente l'associazione fra medici di medicina
generale incontra in Italia incertezze, resistenze culturali,
difficoltà organizzative;
- la pubblicizzazione dei risultati e delle graduatorie di ospedali,
servizi e operatori. Già sperimentata in altre nazioni e introdotta
da poco pure in Italia, tale pratica non sembra produrre vantaggi
univoci ed evidenti;
- l'organizzazione di servizi di long term care (LTC), rivolti
agli anziani in condizioni di particolare fragilità, affetti da
disabilità e patologie cronico-degenerative. Richiedono la presenza
di un nuovo professionista, il case manager, che aiuti malato
e famigliari ad usufruire delle cure più idonee. Il case manager
dove possedere competenze multidisciplinari (infermieristiche,
mediche, di servizio sociale, economiche).
Un intero capitolo è dedicato agli infermieri, con uno studio
sulla carenza cronica di personale infermieristico qualificato.
La crescente professionalizzazione del settore con l'allungamento del
percorso formativo non sembrano aver costituito un rimedio. I punti di
accesso alla formazione, divenuti universitari, si sono ridotti e i
contenuti non vengono ritenuti dagli autori dello studio completamente
congrui all'acquisizione delle competenze necessarie alla professione.
Urge introdurre, sempre secondo gli autori, forme di lavoro più
flessibili e appetibili (flessibilità degli orari, part time,
contratti di formazione lavoro), nonchè politiche di supporto per
la cura dei figli, sotto forma di trasferimenti monetari o 'in-kind'
quali gli asili nido aziendali.