a cura di Gianluca Fiorentini, I servizi sanitari in Italia. 2002, il Mulino, 2002

E
c
o
n
o
m
i
a

s
a
n
i
t
a
r
i
a

copertinaSi tratta di un testo specialistico e quindi di difficile comprensione per chi non ha una cultura economica specifica, orientata alla gestione e all'organizzazione dei servizi sanitari.
Tuttavia l'infermiere può trarre dalla lettura, anche parziale, del volume, delle informazioni e degli stimoli di riflessione utili per capire qual è l'evoluzione della sanità contemporanea.
L'approccio scientifico, adottato nel volume, facilita al lettore la valutazione di vantaggi e svantaggi, relativi alle innovazioni che si profilano all'orizzonte.

I lavori riuniti nel libro affrontano quattro ordini di problemi: il finanziamento del Servizio Sanitario, la programmazione e l'organizzazione dei servizi ospedalieri, la programmazione e l'organizzazione dei servizi territoriali, le risorse umane e i fattori produttivi.

La situazione attuale vede il governo impegnato a contenere la spesa sanitaria entro una quota prefissata del prodotto interno lordo (PIL), cercando di garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA).

In quest'ottica, si mette in dubbio la capacità di un ipotetico sistema federale di garantire il raggiungimento di obiettivi di uguaglianza e di solidarietà, caratteristici di un Servizio Sanitario nazionale pubblico.

Emergono innovazioni organizzative interessanti, atte a fornire prestazioni sanitarie più efficienti, efficaci e appropriate, che vengono criticamente analizzate nel libro:
- servizi a rete; 
- medici di medicina generale che si associano in rete, in gruppo, in cooperativa. Costituzione di country hospital o ospedali di distretto, che vedono  i medici di base gestire direttamente posti letto. Attualmente l'associazione fra medici di medicina generale incontra in Italia incertezze, resistenze culturali, difficoltà organizzative;
- la pubblicizzazione dei risultati e delle graduatorie di ospedali, servizi e operatori. Già sperimentata in altre nazioni e introdotta da poco pure in Italia, tale pratica non sembra produrre vantaggi univoci ed evidenti;
- l'organizzazione di servizi di long term care (LTC), rivolti agli anziani in condizioni di particolare fragilità, affetti da disabilità e patologie cronico-degenerative. Richiedono la presenza di un nuovo professionista, il case manager, che aiuti malato e famigliari ad usufruire delle cure più idonee. Il case manager dove possedere competenze multidisciplinari (infermieristiche, mediche, di servizio sociale, economiche).

Un intero capitolo è dedicato agli infermieri, con uno studio sulla carenza cronica di personale infermieristico qualificato.
La crescente professionalizzazione del settore con l'allungamento del percorso formativo non sembrano aver costituito un rimedio. I punti di accesso alla formazione, divenuti universitari, si sono ridotti e i contenuti non vengono ritenuti dagli autori dello studio completamente congrui all'acquisizione delle competenze necessarie alla professione.
Urge introdurre, sempre secondo gli autori, forme di lavoro più flessibili e appetibili (flessibilità degli orari, part time, contratti di formazione lavoro), nonchè politiche di supporto per la cura dei figli, sotto forma di trasferimenti monetari o 'in-kind' quali gli asili nido aziendali.

| home |

| nursing |

| management |


Pagina aggiornata il 16.02.03
Copyright 2000-2003 Valentino Sossella