Ernesto Ferrero, I migliori anni della nostra vita, Feltrinelli, 2005

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copertinaIl libro racconta la vita di una casa editrice importante per la storia del nostro Paese: quella fondata negli anni Trenta da Giulio Einaudi, altrimenti conosciuto come l'Editore, che si occupò dell'azienda sino alla propria morte, avvenuta nel 1999.

"È l'uomo più intelligente che abbia mai conosciuto. Un genio. un capitalista di tipo speciale. Non accumula profitti. Accumula qualcosa di più importante, di più duraturo. Accumula prestigio" confida a Ferrero, durante un tragitto notturno in treno verso Roma, l'elegante e coltissimo Giulio Bollati, altro grande faro ispiratore della casa editrice di via Biancamano, a Torino.

Personaggio eccentrico e umorale, figlio di quel Luigi Einaudi, grande economista e primo presidente della Repubblica italiana, l'Editore aveva radunato attorno a sé, come un principe rinascimentale, un gruppo di scrittori e intellettuali da non avere eguali nel mondo: Vittorini, Pavese, Natalia e Leone Ginzburg, Massimo Mila, Foa, Calvino, Bobbio e Primo Levi soltanto per ricordare i più noti. Ebbe il merito di pubblicare per primo in Italia autori del calibro di Proust, Musil, Beckett, Braudel e Yourcenar.

Ferrero lavorò alla Einaudi a partire dal 1963 sino alla fine degli anni Ottanta. Perciò il ritratto che egli ci offre di quell'ambiente e di quella esperienza è di prima mano. La galleria dei personaggi raccontati, maggiori e minori, famosi o sconosciuti al grande pubblico, ci permette di mettere a fuoco in maniera nitida un bel pezzo della letteratura e della storia culturale italiana del Novecento.

Si tratta di un libro molto bello, ben scritto, dove letteratura e vita si fondono per comunicarci una saggezza concreta e quotidiana e una conoscenza approfondita del mondo e degli uomini.

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Pagina aggiornata il 25.10.08
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