Il libro racconta la vita di una casa editrice
importante per la storia del nostro Paese: quella fondata negli
anni Trenta da Giulio Einaudi, altrimenti conosciuto come l'Editore, che
si occupò dell'azienda sino alla propria morte, avvenuta nel 1999.
"È l'uomo più intelligente che abbia mai conosciuto. Un
genio. un capitalista di tipo speciale. Non accumula profitti. Accumula
qualcosa di più importante, di più duraturo. Accumula prestigio"
confida a Ferrero, durante un tragitto notturno in treno verso
Roma, l'elegante e coltissimo Giulio Bollati, altro grande faro
ispiratore della casa editrice di via Biancamano, a Torino.
Personaggio eccentrico e umorale, figlio di quel Luigi Einaudi,
grande economista e primo presidente della Repubblica italiana,
l'Editore aveva radunato attorno a sé, come un principe
rinascimentale, un gruppo di scrittori e
intellettuali da non avere eguali nel mondo: Vittorini, Pavese, Natalia e
Leone Ginzburg, Massimo Mila, Foa, Calvino, Bobbio e Primo Levi soltanto per ricordare i più noti.
Ebbe il merito di pubblicare per primo in Italia autori del calibro di
Proust, Musil, Beckett, Braudel e Yourcenar.
Ferrero lavorò alla Einaudi a partire dal 1963 sino alla fine degli
anni Ottanta. Perciò il ritratto che egli ci
offre di quell'ambiente e di quella esperienza è di prima mano. La
galleria dei personaggi raccontati, maggiori e minori, famosi o
sconosciuti al grande pubblico, ci permette
di mettere a fuoco in maniera nitida un bel pezzo della letteratura e
della storia culturale italiana del Novecento.
Si tratta di un libro molto bello, ben scritto, dove letteratura e vita
si fondono per comunicarci una saggezza concreta e quotidiana e una conoscenza
approfondita del mondo e degli uomini.
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I
libri di Ernesto Ferrero