Ezio Raimondi, Un'etica del lettore, Il Mulino, 2007

 C
r
i
t
i
c
a

l
e
t
t
e
r
a
r
i
a

copertinaLa lettura è un processo che coinvolge i sensi, l'immaginazione e il linguaggio. Leggere è un'avventura, proprio come lo è lo scrivere. Mentre leggiamo, le vicende narrate dal libro si mischiano con le nostre personali esperienze, mentre la nostra immaginazione ricrea il libro stesso.

Con le pagine del libro dialoghiamo e un'esperienza apparentemente solitaria come quella della lettura, si trasforma così in socievolezza. Il lettore è protagonista, essendo la lettura un atto interpretativo. Che, tuttavia, comporta il rispetto dell'integrità del testo.

L'atto della lettura è un'esperienza morale: "non si dà vero dialogo col testo, senza avvertire la responsabilità dell'altro in sé". L'interpretazione del lettore trova, infatti, nel testo dei vincoli oggettivi e richiede la pazienza  e l'inquietudine di un'autentica tensione conoscitiva.
Il lettore deve saper diventare, come rimarcava Nabokov, "una combinazione tra il temperamento artistico e quello scientifico".

La lettura esige virtù desuete: solitudine, lentezza, attenzione, capacità  di saper "cogliere una ricchezza e una complessità di significati", attitudini che mal si conciliano con il clamore generato dalla società dello spettacolo.

"Chi legge bene, scruta le parole nel profondo, le percepisce nella loro costruzione, ne coglie le sfumature e le implicazioni, acquista il gusto esatto del particolare e del dettaglio".

Leggere richiede "esattezza d'osservazione", costituisce "un'avventura congiunta della sensibilità e del pensiero". Implica tensione a ricordare e capacità di integrare e costruire. Richiede e sviluppa la preziosa capacità di creare rapporti, di stabilire delle relazioni tra le cose.

La letteratura è dialogo, incontro, pluralismo, libertà, riconoscimento della diversità dell'altro e ricerca di senso. Lontano dall'essere soltanto un mezzo utile per informare e intrattenere, il libro è una creatura che ci stimola a intraprendere un viaggio alla ricerca di noi stessi, sondando il nostro caos interiore.

Mescolandosi alla nostra privata esperienza, il libro ci aiuta a costruire la nostra identità personale, così complessa, mutevole e altrimenti indecifrabile in una società, come quella odierna, connotata da cambiamenti, stimoli e condizionamenti pervasivi e pressanti.

Critica del linguaggio comune, delle parole d'ordine, degli stereotipi diffusi dai media e dalla cultura dominante, le letteratura rappresenta inoltre uno dei luoghi privilegiati di riflessione morale e dell'inesauribile dibattito sui comportamenti umani.

La letteratura nasce, in ultima analisi, dal "desiderio incoercibile di interpretare e di dare un nome e un senso alle cose, di raggiungere con il linguaggio una nuova capacità di comprensione del reale".

La letteratura, che ci preserva, con le sue fragili  e fallibili certezze, dall'effimero, è diventata ormai marginale nella nostra "epoca dominata dai nuovi linguaggi mediatici digitali e di massa". Non ha tuttavia abdicato al proprio ruolo conoscitivo. Dalla sua posizione eccentrica continua ad invitarci a non dimenticarci di noi stessi e ad indagare il nostro rapporto con l'altro, non venendo mai meno alla sua vocazione di "costruzione dell'uomo".

Il saggio di Ezio Raimondi, professore emerito di Letteratura italiana nell'Università di Bologna, breve ma denso e non sempre di immediata comprensione per il lettore comune, è ricco di suggestioni e di incanto. L'appassionata, acuta ed esatta perorazione della letteratura che vi contiene è in grado di rimuovere anche il più pervicace scetticismo.

ordina

 | home |

| leggere |


Pagina aggiornata il 27.02.08
Copyright 2000-2008 Valentino Sossella