La
lettura è un processo che coinvolge i sensi, l'immaginazione e il
linguaggio. Leggere è un'avventura, proprio come lo è lo scrivere.
Mentre leggiamo, le vicende narrate dal libro si mischiano con le nostre
personali esperienze, mentre la nostra immaginazione ricrea il libro
stesso.
Con le pagine del libro dialoghiamo e un'esperienza apparentemente
solitaria come quella della lettura, si trasforma così in socievolezza.
Il lettore è protagonista, essendo la lettura un atto interpretativo.
Che, tuttavia, comporta il rispetto dell'integrità del testo.
L'atto della lettura è un'esperienza morale: "non si dà vero
dialogo col testo, senza avvertire la responsabilità dell'altro in
sé". L'interpretazione del lettore trova, infatti, nel testo dei vincoli
oggettivi e richiede la pazienza e l'inquietudine di un'autentica
tensione conoscitiva.
Il lettore deve saper diventare, come rimarcava Nabokov, "una
combinazione tra il temperamento artistico e quello scientifico".
La lettura esige virtù desuete: solitudine, lentezza, attenzione,
capacità di saper "cogliere una ricchezza e una
complessità di significati", attitudini che mal si conciliano con il clamore generato dalla società dello spettacolo.
"Chi legge bene, scruta le parole nel profondo, le percepisce
nella loro costruzione, ne coglie le sfumature e le implicazioni, acquista
il gusto esatto del particolare e del dettaglio".
Leggere richiede "esattezza d'osservazione",
costituisce "un'avventura congiunta della sensibilità e del
pensiero". Implica tensione a ricordare e capacità di integrare
e costruire. Richiede e sviluppa la preziosa capacità di creare rapporti,
di stabilire delle
relazioni tra le cose.
La letteratura è dialogo, incontro, pluralismo, libertà,
riconoscimento della diversità dell'altro e ricerca di senso. Lontano
dall'essere soltanto un mezzo utile per informare e intrattenere, il libro
è una creatura che ci stimola a intraprendere un viaggio alla ricerca di
noi stessi, sondando il nostro caos interiore.
Mescolandosi alla nostra privata esperienza, il libro ci aiuta a
costruire la nostra identità personale, così complessa, mutevole e
altrimenti indecifrabile in una società, come quella odierna, connotata
da cambiamenti, stimoli e condizionamenti pervasivi e pressanti.
Critica del linguaggio comune, delle parole d'ordine, degli stereotipi
diffusi dai media e dalla cultura dominante, le letteratura rappresenta
inoltre uno dei luoghi privilegiati di riflessione morale e
dell'inesauribile dibattito sui comportamenti umani.
La letteratura nasce, in ultima analisi, dal "desiderio
incoercibile di interpretare e di dare un nome e un senso alle cose, di
raggiungere con il linguaggio una nuova capacità di comprensione del
reale".
La letteratura, che ci preserva, con le sue fragili e fallibili
certezze, dall'effimero, è diventata ormai marginale nella nostra "epoca
dominata dai nuovi linguaggi mediatici digitali e di massa". Non
ha tuttavia abdicato al proprio ruolo conoscitivo. Dalla sua posizione
eccentrica continua ad invitarci a non dimenticarci di noi stessi e ad
indagare il nostro rapporto con l'altro, non venendo mai meno alla sua
vocazione di "costruzione dell'uomo".
Il saggio di Ezio Raimondi, professore emerito di Letteratura italiana
nell'Università di Bologna, breve ma denso e non sempre di
immediata comprensione per il lettore comune, è ricco di suggestioni e di
incanto. L'appassionata, acuta ed esatta perorazione della
letteratura che vi contiene è in grado di rimuovere anche il più
pervicace scetticismo.
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