Dopo anni di piagnistei
femministi, di analisi interminabili e talvolta
capziose, che tuttavia determineranno salutari quanto
necessari cambiamenti nel rapporto tra i sessi,
finalmente esce, al giro di boa degli anni Novanta,
questo libro della spagnola Almudena Grandes, a metà
fra il racconto pornografico e il romanzo di
formazione.
Il sesso, narrato in prima persona dalla
protagonista Lulù, è fuori dai canoni delle
prescrizioni femministe. Forse addirittura finisce
col suo erotismo "eccessivo", questa è
stata l'impressione di una prima, ormai lontana
lettura, con lo strizzare un po' troppo l'occhio ai
desideri e alle aspettative dell'immaginario
maschile.
Ma è un libro che sa farsi facilmente perdonare i
possibili, torbidi moventi commerciali, perché è un
romanzo divertito e divertente, disinibito, gioioso,
trasgressivo, spontaneo. Trasmette in tutto il mondo
l'immagine di una Spagna liberatasi dal bigottismo
franchista e piena di energie vitali, di fermenti
trasformativi, di promesse.
Un'educazione sentimentale sopra le righe, un
romanzo con una sua qualità letteraria, brillante e
bollente.
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*Dal romanzo della Grandes il film
di Bigas Luna
I
libri di Almudena
Grandes