George Steiner, Errata, Garzanti, 2000

C
r
i
t
i
c
a

l
e
t
t

copertinaDefinisco il "classico" in letteratura, in musica, nelle arti, nel ragionamento filosofico, come una forma significante che "ci legge". Il classico ci legge più di quanto noi lo leggiamo (ascoltiamo, percepiamo). (...) Ogni volta che ci confrontiamo con il classico, esso ci mette in questione. Sfida le risorse della nostra consapevolezza e del nostro intelletto, della nostra mente e del nostro corpo (gran parte della reazione estetica e persino intellettuale è corporale). Il classico ci chiede: "Hai capito?", "Hai ri-immaginato in modo responsabile?", "Sei pronto ad agire in base alle domande, alle potenzialità di esistenza trasformata e arricchita che ti ho offerto?".

Cosa autorizza il pedagogo a ingozzare con le sue priorità e i suoi valori esoterici quello che Shakespeare chiamava "the general" (cioè coloro che non amano il caviale), soprattutto quando sa, nel profondo del suo cuore turbato, che i capolavori intellettuali e artistici non sembrano rendere la società e gli uomini più umani, più proni alla giustizia e alla clemenza? Quando intuisce che gli studi umanistici non umanizzano, che le scienze e persino la filosofia possono assecondare la peggiore politica? [...] Con quale giustificazione, salvo il mio gusto e la mia vanità personali, pretendo di lottare contro la cultura popolare e ciò che offre manifestamente a vite per altri versi monotone e menomate, come Don Chisciotte contro i mulini? Secondo criteri pragmatici e democratici, secondo la giustizia sociale, la risposta è: con nessuna

E' l'autobiografia del celebre critico e studioso, con alcune pagine molto belle ed intense e con illuminanti meditazioni sulla bellezza nelle arti, nella musica, nella filosofia, nella matematica e, naturalmente nella letteratura.

Il libro è pervaso da accenti apocalittici e da un certo elitismo e sfiducia nelle masse. Steiner critica il Novecento e il suo falso progresso; ricorda la violenza e il sadismo praticati su vasta scala, dubita delle possibilità pedagogiche di migliorare indefinitamente l'uomo; vede nella democrazia occidentale, che pur non ha alternative, l'affermazione definitiva della mediocrità e del cattivo gusto. Ribadisce il valore dell'alta cultura e la propria venerazione per i classici. Le sue considerazioni sono abbastanza sconsolate e pessimiste.

Ricorda, poi, con gratitudine, vivacità e talento narrativo, i suoi maestri, gli insegnanti, austeri, rigorosi e preziosi, gli allievi e si sofferma su alcuni luoghi dell'anima. Conclude il libro con un bilancio della propria vita e con originali argomentazioni sull'esistenza di Dio.

Un libro, quello di Steiner, che acuisce certamente la nostra sensibilità verso il bello e i veri valori dell'esistenza.

ordina

I libri di George Steiner

| home |

| leggere |

 

Pagina aggiornata il 02.01.01
Copyright 2000-2008 Valentino Sossella