Miguel de Cervantes Saavedra, Don Chisciotte, Garzanti, 2002

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copertina"La fantasia gli si riempì di tutto quello che leggeva nei libri: d'incantamenti, contese, battaglie, sfide, ferite, galanterie, amori, tempeste e altre impossibili stramberie. E la convinzione che fosse verità tutta quella macchina d'immaginarie invenzioni che leggeva gli si conficcò talmente nella testa, che per lui non c'era al mondo altra storia più certa.
(Don Chisciotte, capitolo I)

La prima parte del Don Chisciotte fu pubblicata a Madrid nel 1605. Dieci anni dopo, nel 1615, venne pubblicata la seconda parte.

Alonso Chisciano è un hidalgo sulla cinquantina che trascura i suoi miseri possedimenti per leggere libri di cavalleria, di cui discute poi col curato e col barbiere del paese. Sedotto dagli ideali cavallereschi trasmessigli dalle sue amate letture, egli decide di emulare le gesta dei suoi eroi di carta e di partire alla ventura, nella Spagna del suo tempo, in cerca di onore e fama, di deboli da difendere e di torti da raddrizzare. Come destriero sceglie il suo cavallo male in arnese, dandogli il pomposo quanto comico nome di Ronzinante, e come armi riatta delle vecchie armi di famiglia arrugginite e in disuso. Per elmo indosserà, più avanti nella vicenda, scambiandolo per l'elmo di Mambrino, un bacile da barbiere. 
Ogni cavaliere che si rispetti abbisogna di una donna da adorare. Egli allora elegge a sua dama una rozza contadina dei dintorni, Aldonza Lorenzo, verso cui nutre un amore puro e platonico. Come tutti gli innamorati egli la eleva, la idealizza e la trasfigura, conferendole il nobile nome di Dulcinea del Toboso.
Nomina proprio scudiero un contadino prudente e astuto, buono e fedele, intriso di materialismo e di ambizioni semplici, Sancho Panza, cui offre, per guadagnarlo alla causa, il miraggio del governatorato di un'isola.

Il lettore è condotto, seguendo le gesta di Don Chisciotte narrate da Cervantes (1547-1616), attraverso una Spagna assolata, popolata di briganti, locande, signori, lande desertiche, osti, mulini a vento, nobili, popolane e contadini.
Molte sono le disavventure cui va incontro il nostro hidalgo. Già alla sua prima uscita da cavaliere viene preso a bastonate da alcuni mercanti. Con un inganno, don Chisciotte viene ricondotto in paese dal curato e dal barbiere ma, animato dal desiderio di nuove avventure, egli fugge, incappando purtroppo di nuovo in esperienze negative. Ricondotto ancora a casa, il cavaliere rinsavisce e prende la decisione di diventare pastore. Ma, rinnegati i libri di cavalleria, si ammala e muore.

Romanzo complesso, che contiene numerose narrazioni autonome all'interno della narrazione principale, il Don Chisciotte si presta a diverse chiavi interpretative, che ne assicurano ricchezza, fascino e attualità. Il Don Chisciotte può essere considerato il primo romanzo moderno, con protagonista un eroe problematico alla ricerca della propria identità in contrasto col mondo che lo circonda.

L'intendimento primario di Cervantes sembra senz'altro quello di comporre una satira dei poemi e dei romanzi cavallereschi, ma il suo personaggio rappresenta non soltanto il fallimento dei valori cavallereschi nella nuova società spagnola, più moderna e mercantile, ma anche la universale rivolta dell'individuo di fronte alle miserie, al filisteismo, alla mediocrità e alle ingiustizie della vita quotidiana.
La follia di Don Chisciotte, ricca di generosità, eroismo e nobile sentire sa ancora comunicarci una saggezza che riesce a far breccia in una realtà compatta e prosaica, che non conosce altri valori all'infuori del piacere e dell'utile personale.

Don Chisciotte rappresenta una classe, quella degli hidalgo, piccola nobiltà proprietaria di terreni, che, una volta fattasi classe dirigente, risulta incapace di governare la Spagna, non riuscendo ad assimilare i subentranti valori della modernità e sancendo così il declino dell'intera nazione.

Se Don Chisciotte rappresenta il mondo dell'ideale e della cultura libresca priva di senza pratico e di riscontri realistici, Sancho, mosso da appetiti più elementari, rappresenta il buon senso popolare, la concretezza, la praticità e anche una certa limitatezza di orizzonti. Sancho finirà col lasciarsi sedurre dai racconti e dai nobili valori del suo padrone, si affezionerà a lui e ne piangerà, alla fine, la scomparsa. Don Chisciotte e Sancho sono personaggi antitetici, ma complementari, venendo a rappresentare qualità diverse della umana personalità.

Altri personaggi degni di rilievo nel romanzo di Cervantes sono: il Curato, uomo dotto, che incarna la ragione e il buonsenso con una sfumatura controriformista; Sansone Carrasco, l'allegro e bonario baccelliere che, pur essendo profondamente amico di Alonso Chisciano, e pur essendo un uomo erudito, studioso di Aristotele, è incapace di comprendere sino in fondo la nobile follia dell'amico, cercando in continuazione di redimerlo; infine Rocco Guinart, un brigante molto accorto che, quando ispira le proprie azioni al bene, sa proteggere deboli, donne e indifesi, assurgendo alle qualità ideali del cavaliere errante.

Comico e tragico in sommo grado, un classico come il Don Chisciotte ci permette di meditare sul presente da una solida prospettiva storica, o meglio ancora, artistica e universale.

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