E' piacevole di un romanzo
che si è letto, scoprire connessioni che non si
erano colte, significati che ci erano sfuggiti.
O, per esempio come nel caso di Joyce, uno scrittore
che conosco maluccio, trovarsi bell'e pronta una
trattazione elegante ed esauriente.
Succede questo leggendo il saggio di Di Giacomo
(sottotitolo: Il grande romanzo tra Ottocento e
Novecento), scritto in maniera leggibile, fuori
dagli ermetismi della critica accademica.
E se qualcosa nel libro non è chiaro per il
povero sprovveduto lettore, pressochè digiuno di
teoria letteraria, è altresì ugualmente bello
scorgere, intuire, anche se soltanto in modo oscuro,
nessi e relazioni che si avvertono importanti.
Gli autori trattati, in ordine rigorosamente
alfabetico, sono: Bachtin, Beckett, Dostoevskij,
Flaubert, Joyce, Kafka, Lukacks, Musil, Proust,
Ricouer.
Scusate se è poco.
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