CAIO GIULIO CESARE. Commentarii de bello civili. Controproposte di Pompeo: un dialogo tra sordi (Libro I) X

Acceptis mandatis Roscius cum Caesare Capuam pervenit ibique consules Pompeiumque invenit; postulata Caesaris renuntiat. Illi deliberata re respondent scriptaque ad eum mandata per eosdem remittunt, quorum haec erat summa: Caesar in Galliam reverteretur, Arimino excederet, exercitus dimitteret, quae si fecisset, Pompeium in Hispanias iturum. Interea, quoad fides esset data, Caesarem facturum, quae polliceretur, non intermissuros consules Pompeiumque dilectus.

Ricevuti gli incarichi, Roscio giunge in compagnia di Cesare a Capua e ivi trova i consoli e Pompeo; riferisce le richieste di Cesare. Essi, sottoposta ad esame la situazione, rispondono e rimettono a lui per mezzo degli stessi ambasciatori, per iscritto, gli ordini, dei quali questo era il succo: Cesare ritornasse in Gallia, si allontanasse da Rimini, congedasse gli eserciti; se avesse fatto queste cose, Pompeo sarebbe andato in Spagna.
Intanto, finché non si fosse data assicurazione con giuramento che Cesare avrebbe fatto quelle cose che aveva promesso, i consoli e Pompeo non avrebbero interrotto l'arruolamento.

| home |

| versioni di latino |


Pagina aggiornata il 10.11.04
Copyright 2000-2008 Valentino Sossella