Ernst Robert Curtius, Letteratura della letteratura, Il Mulino, 1984

C
r
i
t
i
c
a

l
e
t
t

La critica rimane pur sempre un atto di fiducia; la valutazione non si può fondare su prove; se motivo esiste, ma solo come intuizione. Può scoccare come una scintilla: non è comunicazione intellettuale ma solo mediazione. Questa è la bellezza della critica; è un atto di libertà creatrice dello spirito. Certo, l'intuizione si lascia, dopo, motivare, ma la motivazione è convincente solo per chi sente allo stesso modo. L'atto fondamentale della critica è contatto irrazionale: la vera critica non vuole mai dimostrare, vuole solo indicare. Il suo sfondo metafisico è la convinzione che il mondo intellettuale sia ordinato per sistemi di affinità.

Principe della moderna critica letteraria, letto, in vita, dalle maggiori personalità artistiche del Novecento (Proust, Mann, Hofmannstahl, Joyce, Gide, Broch, Jung, Beckett), il tedesco Ernst Robert Curtius si misura, in questa raccolta di saggi, con la grande letteratura occidentale.

Terminato questo libro, il lettore avrà compreso senz'altro meglio l'opera di due grandi innovatori del Novecento: Eliot e Joyce; avrà capito il perfetto equilibrio tra forma e contenuto in Virgilio, secondo Curtius, la più compiuta e perfetta espressione, insieme a Platone, dell'antichità.

Di Hesse apprezzerà maggiormente Narciso e Boccadoro, ad opinione di Curtius, il suo più alto raggiungimento narrativo; in un altro saggio il critico tedesco analizza il mito degli Argonauti e il suo influsso sulla tradizione letteraria; in quello successivo, la straordinaria azione del Medioevo sulla formazione della mentalità contemporanea.

Dell'amico Du Bos, l'autore ricorda l'incapacità pratica, ma anche la finissima e aristocratica sensibilità. A Balzac, cui Curtius dedicherà una celebre monografia, viene tributato il meritato omaggio, riconoscendo in lui un artista dotato, animato da un'ardente energia vitale.

Di Goethe verrà ricordato l'aristocratico disprezzo per la massa, la comunione dei santi, l'unione ideale con le anime nobili di tutti i tempi, il bisogno di silenzio, la complessità del carattere e dell'opera, la serena saggezza.
A Goethe viene riservato poi l'appellativo di classico, che spetta, inoltre, di diritto, soltanto a Omero, Sofocle, Platone, Aristotele, Virgilio, Dante e Shakespeare.

Approfondimenti critici vengono poi dedicati alle opere e alle personalità artistiche di Schlegel, George, Hoffmanstahl e Calderon.

Curtius è un critico intuitivo, alieno da schemi e sistemi. Per lui la critica è una forma di letteratura che ha per oggetto la letteratura. Il suo mi sembra un invito a misurarsi, soprattutto, con la lettura dei grandi ingegni dell'umanità

Presentando questo libro e l'impressione che mi ha fatto, userò le stesse parole di Thomas Mann:
Il volume di Curtius mi ha procurato ore di lettura ricche di piacere e di insegnamenti.

ordina

| home |

| leggere |

 

Pagina aggiornata il 27.03.01
Copyright 2000-2008 Valentino Sossella