Sono quasi mille le pagine di
questo piacevole volume, primo di quattro di una
monografia interamente dedicata dall'editore Einaudi
al romanzo.
Un'opera di storia e critica letteraria davvero
molto interessante e di piacevole lettura anche per
il lettore comune, che troverà qui raccolti una
miriade di saggi di autori diversi, quasi tutti
comprensibili da una persona di cultura media, che
gettano intelligentemente luce sui vari aspetti di
questo genere letterario, che tanta fortuna ha avuto
in Occidente.
Vargas Llosa, per esempio, in apertura, tesserà
le lodi del romanzo e dei suoi lettori, in un pezzo
davvero bellissimo, che secondo me rimarrà
memorabile per anni; Faeti intratterrà il lettore
sui rapporti fra scuola e piacere della lettura, un
rapporto davvero difficile e contrastato; Coletti
compirà una convincente analisi stilistica e
lessicale del romanzo italiano, da Manzoni ai giorni
nostri; Siti focalizzerà l'attenzione sulla
"pericolosità" del romanzo per la società
e i valori costituiti; Abruzzese indagherà i
rapporti fra cinema e romanzo; Moretti si soffermerà
ad illustrare, con una bella scrittura letteraria,
come il romanzo accompagni l'affermarsi della
"serietà" borghese; Magris concluderà, da
par suo, sui rapporti fra romanzo e modernità.
E, in mezzo, moltissimi altri saggi, alcuni
focalizzati sull'analisi di una singola opera
narrativa.
L'unico limite del volume, che per qualcun altro
potrebbe essere invece un pregio, mi è sembrata una
certa frammentarietà, dovuta alla presenza di così
tanti autori, ognuno con un proprio stile e proprie
idee.
Ma, terminata la lettura, mi ritrovo ad aspettare con
ansia l'uscita degli altri tre volumi che completano
l'opera.
Non mi sembra un complimento da poco.