Urbem Syracusas maximam esse
Graecorum, pulcherrimam omnium saepe audivistis. Ea est tanta urbs ut ex
quattuor urbibus maximis constet, quarum una est insula. In ea aedes
sacrae complures, sed duae quae (ha valore consecutivo: traduci
quindi "tali che" e il verbo nel modo ind., ndr) longe
ceteras superent, Dianae una, et altera, quae fuit ante Verris adventum
ornatissima Minervae.
In hac insula est fons aquae dulcis, cui nomen est Arethusa, incredibili
magnitudine, plenissimus piscium.
Altera urbs Acharadina est in qua forum maximum, pulcherrimae porticus,
ornatissimum pritanium et amplissima curia sunt.
Tertia est urbs quae Tyca nominatur, quod in ea parte Fortunae fanum
antiquum fuit.
Quarta autem est quae, quia postremam Syracusani aedificaverunt
Neapolis nominatur.
Voi avete spesso udito che la città di Siracusa è stata la più
grande delle città greche, la più bella di tutte. Essa è una città
così grande che è formata da quattro ampissime città, una delle
quali è un'isola. In essa vi sono parecchi templi, ma due tali che
superano di gran lunga gli altri, uno di Diana e il secondo, che fu
ornatissimo prima della venuta di Verre, dedicato a Minerva.
In quest'isola vi è una sorgente di acqua dolce, che ha nome Aretusa,
di straordinaria estensione, pienissima di pesci.
La seconda città è Acradina, nella quale vi sono una ampissima
piazza, dei bellissimi porti, un ornatissimo pritaneo e una
grandissima curia.
La terza è la città che è chiamata Tica, perché in quella parte vi
fu l'antico tempio della Fortuna.
La quarta è invece quella che è chiamata Napoli, perché i
Siracusani la costruirono per ultima.
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