"Per me si
va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno
dolore,
per me si va tra la perduta
gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina podestate,
la somma sapïenza e ’l primo amore.
Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate".
Questa la terribile
e minacciosa iscrizione che appare sulla porta dell'inferno. Dante incontra la prima
schiera di dannati, gli ignavi, coloro che, da vili, nella vita non seguirono
alcun ideale, mai fecero una scelta netta e che "visser senza infamia e sanza lodo".
Infinita è l'anonima turba degli ignavi. Dante ne riconosce qualcuno,
ma ne tace il nome; per
esempio "colui che fece per viltà il gran rifiuto",
nel quale i
commentatori più antichi ravvisano la figura dell'eremita Pier da Morrone, che, divenuto papa col nome di Celestino V, preferì rinunciare
all'incarico.
Se di lui si tratta, gli storici ne parlano come di un sant'uomo, per
cui la pena comminatagli da Dante appare eccessiva.
Gli ignavi sono
condannati ad inseguire, nudi, un vessillo, punti da vespe e altri
insetti, che si nutrono del loro sangue misto alle lacrime. Essi sono
mescolati alla schiera degli angeli, che pur senza ribellarsi a Dio, non
abbracciarono la causa divina. Virgilio invita Dante a non soffermarsi,
ad andare oltre: "non ragioniam di loro, ma guarda e passa".
Il lettore incontra
nel terzo canto il primo diavolo della Commedia. Si tratta di Caronte,
il traghettatore dei dannati. Egli trasporta i peccatori, oltre il fiume
Acheronte, nell'Inferno vero e proprio. Efficacemente ce lo descrive
Dante:
Ed ecco verso noi
venir per nave
un vecchio, bianco per antico pelo,
gridando: "Guai a voi anime prave!
Non isperate mai veder lo cielo:
i' vegno per menarvi all'altra riva
nelle tenebre eterne, in caldo e n' gelo.
Caronte rifiuta di
traghettare Dante, perché ancora vivo e destinato alla salvezza, ma
viene ammonito da Virgilio:
"Caron, non ti
crucciare:
vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare".
Il vecchio diavolo
si acquieta e accetta di traghettare Dante, che perde i sensi dopo che un intenso
terremoto fa tremare la terra intorno.