Canto I dell'Inferno

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
che la dritta via era smarrita.

Con questi celebri versi ha inizio la Divina Commedia, il viaggio mistico di Dante attraverso i tre regni dei morti: l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso.
Il poeta fiorentino si ritrova nottetempo, avendo smarrito la strada, in un bosco buio. Egli è giunto a metà della sua esistenza, quindi la sua età approssimativa, secondo calcoli che tengono conto della tradizione e della durata media della vita nel Medioevo, è sui 35 anni.

La selva selvaggia e aspra e forte ha un significato metaforico. Rappresenta un periodo oscuro e difficile della vita del poeta, ma quasi sicuramente anche un periodo storico torbido e turbolento per Firenze e, in generale, per l'intera comunità cristiana.

Dante ha paura, l'angoscia lo tormenta. Il nostro, giunto in vista di un colle illuminato dal sole, si è appena ripreso, quando tre fiere gli sbarrano il cammino, impedendogli l'ascesa al monte della salvezza: prima una lonza (una pantera o un ghepardo) dal pelo maculato, poi un leone affamato e infine una lupa.

Sul significato delle tre fiere ancora i commentatori dibattono. L'ipotesi più accreditata è che la lonza rappresenti la Lussuria, il leone la Superbia e la lupa, la più tenace e minacciosa delle tre, l'Avarizia.

Dante ripiomba in uno stato di cupa disperazione, quando fa un incontro. È  Virgilio, la figura fioca che Dante scorge nel gran diserto, quello che da subito egli  invoca con un "Miserere di me", il sublime autore dell'Eneide, cui Dante è debitore del bello stilo (= lo stile tragico).Virgilio si propone al pellegrino come guida nel suo necessario viaggio attraverso l'Inferno e il Purgatorio, mentre gli preannuncia che in Paradiso gli succederà una guida più degna (Beatrice).
Virgilio profetizza altresì a Dante che la lupa, la quale ora gli impedisce il passaggio, verrà sconfitta dal veltro, un cane da caccia agile e ben addestrato.
Quale sia la vera identità del veltro è ancora questione non risolta.

Per Dante, dunque, la via per la conquista della stabile salvezza non è né facile, né rapida, ma passa attraverso una dura e prolungata purificazione.

Il canto, che fa da prologo all'intero poema, si svolge in un'atmosfera onirica ed è dominato dall'oscurità semantica e dall'enigma.

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Pagina aggiornata il 27.02.03
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