Agile libretto di sole 129 pagine, che, oltre a
chiarire il concetto di organizzazione secondo
un'ottica moderna, è fitto di informazioni
giuridiche relative alla professione infermieristica,
ma anche di idee gestionali nuove: nel capitolo 5 si
parla, ad esempio, di primary care, modello
organizzativo innovativo di origine anglosassone, in
cui ogni cliente ha un solo infermiere che si fa
carico dei suoi problemi assistenziali.
Sempre in questo capitolo si illustra il
funzionamento del modello di assistenza per
piccole equipe, con la suddivisione dell'unità
di degenza in un certo numero di settori, ciascuno
dei quali affidati ad una piccola equipe di
operatori. Va detto che questo modello gode già di
notevoli diffusione, applicazione e consenso nel
nostro Paese.
Viene spiegato, inoltre, in cosa consiste il PRN, un
modello organizzativo ispirato della teoria del selfcare
di Dorothea Orem, che sta a metà strada fra il
modello di assistenza propriamente detto e il metodo
di misura del fabbisogno infermieristico. E' un
metodo standardizzato, che richiede una grande
flessibilità sia agli infermieri che ai dirigenti,
al fine di garantire ad ogni unità operativa, in
tempo reale, la quantità e qualità di personale
necessario all'assistenza.
Sono numerosi, oltre che utili, gli altri strumenti
di rilevazione del fabbisogno di personale descritti
nel libro: in particolare il cosiddetto metodo
svizzero, molto analitico e tuttavia non esente
da pecche.
L'ultimo capitolo illustra i principi generali di
valutazione delle attività sanitarie: i concetti di
VRQ; le nozioni di efficacia, efficienza e
soddisfazione inerenti le attività sanitarie; alcuni
principi pratici, raccomandati dall'OMS, per
implementare con successo un programma di VRQ.