Niente critiche, per
favore, pugni baci e cazzotti, anche parole e lettere
d'amore, ma niente critiche!
Quando uno parla così male di una donna,
quando ha bisogno di distruggerla, di parlare di lei
come di una psicopatica irrecuperabile vuol dire che
questa persona è ancora molto forte nella testa, ti
picchia la notte in testa, la sogni spesso, forse no,
ma a me pare così.
Palandri è un coetaneo, uno scrittore che ha
saputo esprimere, almeno nelle sue prime opere
narrative, ansie e disagi esistenziali, sogni e
bisogni di una generazione, come, forse,
nessun'altro.
Pubblicato da una piccola casa editrice
alternativa, Boccalone (storia vera
piena di bugie recita il sottotitolo) è il suo
romanzo d'esordio, essenzialmente una storia d'amore
tenera, sofferta e disperata con, sullo sfondo,
Bologna e le vicende politiche del movimento del '77.
Boccalone è il protagonista del romanzo,
l'esponente di una gioventù parolaia e fragile, che
si propone ancora di cambiare il mondo, non
disdegnando, purtroppo, nemmeno il ricorso alla
violenza; una gioventù che vuole sperimentare un
vivere altro, basato sui valori della solidarietà,
del tempo liberato, dell'affettività. Illusioni che
la Storia e il principio borghese di realtà si
incaricheranno di spazzare via.
Nel romanzo, quello che angoscia Boccalone, ancorché la lotta politica, sono i tormenti d'amore.
Anna, il personaggio femminile, una tra le figure
muliebri più incantevoli e seducenti della narrativa
italiana degli ultimi trent'anni, lo tradisce e lo
abbandona dopo un breve idillio.
Le frustrazioni amorose del protagonista, anziché abbatterlo, finiscono con l'affinare e complicare la
sua soggettività. Le pagine che, nel libro,
descrivono il sentimento d'amore sono credibili e
dolci come una bella canzone.
L'esigenza di rinnovamento della società
italiana, di cui Palandri si fa interprete, si
avverte anche nello stile, semplice, con una
scrittura informale che riproduce il parlato e lo slang
giovanile, col garbato sovvertimento della
punteggiatura e dell'ortografia.
Boccalone è insomma, un romanzo fresco,
spontaneo, ben scritto; la storia di un'educazione
sentimentale ed esistenziale esemplare, un piccolo
classico della letteratura giovanile, che racchiude
quegli ideali e quella ricchezza interiore, spesso
disertati, secondo molti, dalla sin troppo
disincantata e minimalista gioventù odierna.
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