Enrico Palandri, Boccalone, L'erba voglio, 1979

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copertinaNiente critiche, per favore, pugni baci e cazzotti, anche parole e lettere d'amore, ma niente critiche!

Quando uno parla così male di una donna, quando ha bisogno di distruggerla, di parlare di lei come di una psicopatica irrecuperabile vuol dire che questa persona è ancora molto forte nella testa, ti picchia la notte in testa, la sogni spesso, forse no, ma a me pare così.

Palandri è un coetaneo, uno scrittore che ha saputo esprimere, almeno nelle sue prime opere narrative, ansie e disagi esistenziali, sogni e bisogni di una generazione, come, forse, nessun'altro.

Pubblicato da una piccola casa editrice alternativa, Boccalone (storia vera piena di bugie recita il sottotitolo) è il suo romanzo d'esordio, essenzialmente una storia d'amore tenera, sofferta e disperata con, sullo sfondo, Bologna e le vicende politiche del movimento del '77.

Boccalone è il protagonista del romanzo, l'esponente di una gioventù parolaia e fragile, che si propone ancora di cambiare il mondo, non disdegnando, purtroppo, nemmeno il ricorso alla violenza; una gioventù che vuole sperimentare un vivere altro, basato sui valori della solidarietà, del tempo liberato, dell'affettività. Illusioni che la Storia e il principio borghese di realtà si incaricheranno di spazzare via.

Nel romanzo, quello che angoscia Boccalone, ancorché la lotta politica, sono i tormenti d'amore. Anna, il personaggio femminile, una tra le figure muliebri più incantevoli e seducenti della narrativa italiana degli ultimi trent'anni, lo tradisce e lo abbandona dopo un breve idillio.

Le frustrazioni amorose del protagonista, anziché abbatterlo, finiscono con l'affinare e complicare la sua soggettività. Le pagine che, nel libro, descrivono il sentimento d'amore sono credibili e dolci come una bella canzone.

L'esigenza di rinnovamento della società italiana, di cui Palandri si fa interprete, si avverte anche nello stile, semplice, con una scrittura informale che riproduce il parlato e lo slang giovanile, col garbato sovvertimento della punteggiatura e dell'ortografia.

Boccalone è insomma, un romanzo fresco, spontaneo, ben scritto; la storia di un'educazione sentimentale ed esistenziale esemplare, un piccolo classico della letteratura giovanile, che racchiude quegli ideali e quella ricchezza interiore, spesso disertati, secondo molti, dalla sin troppo disincantata e minimalista gioventù odierna.

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Pagina aggiornata il 18.03.01
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