Angelo BEOLCO detto il RUZANTE (1496-1542)

Figlio illegittimo di un medico padovano, Angelo Beolco ci dà una rappresentazione amara e per niente idilliaca del mondo popolare, in cui, a causa della fame, si rinuncia all'amore.

Ai suoi tempi Beolco non fece successo perché infastidiva il pubblico aristocratico e inoltre, la sua, era un'accusa violenta. Si preferiva una commedia libera, ma che rispecchiasse solo una determinata parte della società. Ciò apparteneva a una visione aristocratica della vita.
Recentemente Beolco è stato rivalutato.

Non vi è nelle sue opere alcuna rivolta esplicita verso i signori. C'è, invece, da parte dei contadini, la consapevolezza della loro inferiorità.

(v. s. 24-12-2004)

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