Stefano Benni, Bar Sport, Mondadori, 1979

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Che la lettura potesse strappare delle sonore risate lo sapevo già dopo aver letto, nella primissima adolescenza, Il circolo Pickwick di Dickens.
Ma il libro che mi ha fatto ridere di più in assoluto, proprio di gusto, in modo irrefrenabile, è stato questo Bar Sport di Stefano Benni.

Ero in coda, una bella coda sovietica come capitava spesso di fare in Italia nei primi anni Ottanta, dovevo fare una vaccinazione, una visita di idoneità a qualchecosa, non ricordo più bene. Insomma si profilava una giornata noiosa, o per essere meno eufemistici, di m.....

Senza molta speranza di sfuggire al tedio, mi ero portato appresso questo libretto dello scrittore bolognese, di cui avevo avuto modo di apprezzare la fresca verve umoristica nella rubrica che teneva in quegli anni per Panorama, allora non ancora di Berlusconi.

Non appena, scettico, ho cominciato a leggere il libro, non mi sono più potuto trattenere dalle risate. Dalla prima all'ultima pagina un riso convulso, che inutilmente cercavo di soffocare, suscitando il comprensibile sconcerto dei presenti.

Benni in questo libro è decisamente corrosivo, sa identificare tic, ossessioni, manie, vezzi che hanno per palcoscenico questa istituzione ormai consacrata della provincia italiana che è il bar.

Indimenticabili le pagine sul tecnico calcistico, maschera nazionale per eccellenza.

Di Benni mi è capitato poi, negli anni, di leggiucchiare qualche altra cosa, distrattamente e senza voglia. Non ricordo nessun altro suo libro. Forse la mia disposizione d'animo è cambiata, forse lui si è raffinato. Non so. Davvero non ho un'opinione precisa.

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Pagina aggiornata il 14.07.01
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