Vita
Nasce a Danzica il 22 febbraio 1788. Il padre, Heinnrich Floris è un
ricco e solido commerciante di vent'anni più anziano della moglie,
Johanna Henriette Trosenier. Il 12 agosto 1797 nasce Louise Adelaide, la
sorella di Arthur.
Il padre lo iscrive a un istituto commerciale, ma il futuro filosofo si
sente più portato per gli studi classici. Nel 1802 Arthur intraprende
un viaggio per l'Europa, che durerà due anni. Durante il viaggio emerge
la sua indole riflessiva e speculativa: l'impiccagione a Londra di tre
poveracci e la visita alle tombe dei grandi nella chiesa di Westminster
gli suggeriscono il pensiero della vanità di tutte le cose, mentre a
Chamonix lo impressiona la vista del Monte Bianco e del paesaggio alpino
circostante, che gli sembrano simboleggiare le forze onnipotenti della
natura.
Nel 1805 muore il padre Heinrich Floris e la madre di Schopenhauer, dopo
aver dilapidato buona parte delle sostanze del marito, si trasferisce a
Weimar con la figlia Adele. Nella nuova città la signora Johanna
diventa animatrice di uno dei più frequentati salotti letterari: gode
dell'amicizia di Goethe, Wieland, i fratelli Grimm e gli Schlegel oltre
che a circondarsi di una torma di letterati meno famosi. Lei stessa si
dà a scrivere romanzi.
Arthur, liberatosi dal giogo dell'autorità paterna, può abbandonare il
commercio per dedicarsi agli agognati studi classici. In soli due anni
di studio intensissimo si forma una solida cultura umanistica. Nel 1809
si iscrive alla facoltà di Medicina dell'università di Gottinga, ma
passa poi a Filosofia.
Attratto dall'insegnamento di Fichte si trasferisce a Berlino, ma le
lezioni dell'ammirato maestro lo deludono. Il 18 ottobre 1813 si laurea in
filosofia. La sua tesi suscita l'ammirazione di Goethe che lo vuole
conoscere.
Intanto Arthur rompe con la madre di cui disapprova la condotta morale e
la vita mondana e dissoluta che conduce, corredata di giovani amanti. Nel 1814 si
trasferisce a Dresda. Nel dicembre del 1818 pubblica la sua opera
principale, il Mondo come volontà e rappresentazione, accolta
nell'indifferenza e silenzio generali. Nello stesso anno intraprende un
viaggio in Italia.
Diventa docente di filosofia all'università di Berlino, ma anche come
insegnante non ottiene successo: un suo corso verrà soppresso per
mancanza di studenti.
Nel 1822 è di nuovo in Italia. Nel 1824 si stabilisce per otto mesi a
Dresda, quindi, nel 1825, ritorna a Berlino, dove il colera, nell'agosto
del 1831, lo fa fuggire. Ripara a Francoforte sul Meno dove, salvo una
parentesi a Mannheim tra il luglio del 1832 e il giugno del 1833,
prenderà dimora definitiva sino alla morte, nel 1860. A Francoforte
vive in solitudine, confortato dai suoi pensieri e dal suo cane.
Opere
Il mondo come volontà e rappresentazione (1819); La
volontà della natura (1836); I due problemi fondamentali
dell'etica (1841); Parerga e Paralipomena (1851)
Avversario
di Hegel, che considera "un ciarlatano", Schopenhauer elabora
una filosofia che si oppone all'ottimismo e all'armonia della Ragione
dell'autore della Fenomenologia dello Spirito.
Per Schopenhauer il
mondo come noi lo percepiamo è soltanto rappresentazione e non cosa
in sé, per dirla con Kant "fenomeno" e non
"noumeno". La rappresentazione è determinata dalle forme a
priori presenti nella nostra coscienza: spazio, tempo e causalità.
A differenza di Kant, Schopenhauer pensa che la "cosa in sé"
sia conoscibile: si tratta della volontà, una forza cieca e
irrazionale che pervade l'intero universo e determina la lotta crudele
di tutti gli esseri. La volontà produce sofferenza infinita.
Volere significa desiderare, desiderare comporta uno stato di bisogno,
che implica necessariamente l'infelicità. L'esistenza dell'uomo
finisce per oscillare fra il dolore, determinato dal
desiderio insoddisfatto e la noia, derivante della
soddisfazione del bisogno. Una concezione che avvicina Schopenhauer a
Leopardi.
Compito dell'uomo è quello di sottrarsi al potere della volontà; lo
può fare attraverso l'arte, ossia la contemplazione estetica,
la giustizia, la compassione per ogni essere vivente, l'ascesi,
da ottenersi attraverso la castità, la povertà e il sacrificio.
Il pensiero filosofico di Schopenhauer sembra profondamente
influenzato dal buddhismo.
Bibliografia
Schopenhauer,
A. Colloqui (a cura di Anacleto Verrecchia). Milano, Rizzoli,
1982