Milan Kundera, L'arte del romanzo, Adelphi, 1988

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copertinaROMANZO. La grande forma della prosa in cui l'autore, attraverso degli io sperimentali (i personaggi), esamina fino in fondo alcuni grandi temi dell'esistenza.

Sono trascorsi molti anni da quando ho letto questo libro. In pratica, lo lessi fresco di stampa, non appena uscì in Italia.
Ne ho un bel ricordo. E' uno dei libri più affascinanti che mi sia capitato di leggere.

Kundera, quando si occupa di critica letteraria, sa rinunciare al gergo di cui si compiacciono tanti illustri cattedratici e sa parlare al lettore con frasi limpide, convincenti, che arrivano diritte al cuore e al cervello.
Sa esporre le proprie tesi in merito alla lettura e alla scrittura con un'abilità retorica e un amor di verità tali che è difficile per chi legge non aderirvi entusiasticamente.

Pazienza se poi le sue preferenze in materia di scrittori non collimano esattamente con le mie e se io fatico da anni a terminare I sonnambuli di Hermann Broch, per Kundera il massimo raggiungimento del Novecento narrativo.

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