E' il primo libro di
Yehoshua, questa raccolta di racconti, Il poeta
continua a tacere, edita da Leonardo nel 1994,
che ho letto e ho trovato da subito lo scrittore
israeliano un autore a me congeniale.
Nelle mie letture, privilegio l'indagine
psicologica ad una trama avvincente. Lo scrittore,
per interessarmi, deve essere un filosofo senza
sistemi, uno psicologo che non si accontenti di
teorie prefabbricate. E Yehoshua soddisfa entrambe le
condizioni.
I protagonisti dei suoi racconti sono
intellettuali frustrati nei desideri di gloria e
amore, attanagliati spesso dalla noia della
quotidianità, socialmente dei perdenti, sfasati
rispetto al mondo dei normali, dei vincitori, così
aderenti ai loro ruoli. Sono personaggi immersi nei
propri pensieri, più che calati nella concretezza
del mondo. E d'altronde mi sembra proprio la
debolezza il loro punto di forza, che li fa
raggiungere una superiore consapevolezza.
Ricorre spesso, nelle pagine, la parola
"solitudine" (ma esiste interiorità senza
solitudine?) e ricorrono il dolore di esistere, gli
echi della guerra, del conflitto con gli arabi,
vecchi capaci di sentimenti desolati, ma autentici,
la gloriosa tradizione ebraica, insidiata dalla
rivoluzione americana dei costumi, Gerusalemme, i
suoi quartieri, il clima a volte estremo.
I
libri di Abraham B. Yehoshua