Da tempo cercavo di
procurarmi un romanzo di Edmund White. Avevo letto su
di lui recensioni positive, sparse qua e là su
giornali e riviste.
In centro, passeggiando fra i remainder
esposti all'aperto, mi ero imbattuto in un suo libro
su Jean Genet, la cui copertina stava ingiallendo al
sole.
Ma non era il White saggista ad interessarmi, quanto
il narratore.
E' stato coś un piacere imbattermi, durante un giro
da Feltrinelli, in questo volume scontato del 15%.
Eccellente scrittore White, acuto elegante,
introspettivo, colto. Una mia piccola grande scoperta
estiva di cui vado fiero.
Nel libro, le annotazioni autobiografiche si
intrecciano alle considerazioni sui grovigli amorosi,
amicali, familiari. Abbondano le riflessioni sulla
vita e sulla morte, sulla letteratura e il mondo
editoriale. Non mancano le osservazioni sociologiche
sull'amata New York e sull'Italia, con alcune belle
pagine su Roma e sul nostro carattere nazionale.
Unico limite del libro, a mio avviso, le ripetute
e dettagliate descrizioni dei rapporti sessuali gay.
Un realismo forse eccessivo e non necessario, che a
volte mi sembra appesantisca la narrazione.
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libri di Edmund White