Le nostre conoscenze circa le malattie cerebrovascolari e le
loro manifestazioni cliniche sono insufficienti sotto ogni
aspetto".
(Oppenheim, 1913)
Veramente un bel manuale per chiunque debba
confrontarsi professionalmente con il problema dell'apoplessia, questione
sanitaria davvero cruciale, considerando che, pur essendo la terza
causa di morte nel mondo, l'ictus non ha goduto fino ad oggi della
stessa attenzione riservata alla cardiopatia ischemica e al
cancro.
Le pagine di questo testo sono 724,
molto chiare e leggibili e si occupano di tutti gli
aspetti medici e assistenziali correlati all'ictus,
senza trascurare nemmeno le questioni organizzative. La
filosofia adottata è quella della evidence-based medicine.
Nonostante sia un testo scritto da medici, gli autori riconoscono
l'importanza dell'assistenza infermieristica e il libro, pratico e
orientato per problemi, è indirizzato esplicitamente anche agli
infermieri, almeno a quelli che si occupano di assistere nella
pratica le persone malate. Così scrive il gruppo di autori di Edimburgo:
Gli infermieri svolgono verosimilmente il ruolo più completo
nella gestione del paziente con ictus (Cap. 10, pag. 404).
Quali sono le prerogative dell'intervento infermieristico?
- Valutazione quotidiana dei problemi del paziente, compilando
eventualmente alcune scale di valutazione (p.e., il Barthel
Index)
- Assistenza della persona ammalata nello svolgimento delle
attività della vita quotidiana.
- Prevenzione delle complicanze: piaghe da decubito, dolori alla
spalla e altri traumi, polmonite ab ingestis, spasticità e
contratture.
- Sostegno psicologico di pazienti e familiari, ricorrendo ad
una corretta comunicazione.
Gli autori rifiutano di accettare una netta distinzione fra cura
nella fase acuta e riabilitazione. L'assistenza al malato dovrà
essere integrata e multidisciplinare fin dall'esordio della
malattia, anche perché è proprio durante la fase riabilitativa che
possono svilupparsi problemi acuti come polmoniti, embolie polmonari
e infezioni delle vie urinarie.
Un modo per calarsi nella realtà dell'assistenza
neurologica anglosassone restandosene comodamente in
poltrona. Un valido strumento di studio e
aggiornamento, per apprendere e introdurre delle
benefiche innovazioni nella nostra attività
infermieristica quotidiana.
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