J. M. Coetzee, Vergogna, Einaudi, 2002

N
a
r
r
a
t
i
v
a
copertina"No, professor Lurie, lei sarà illustre e potente, avrà chissà quante lauree, ma se fossi in lei mi vergognerei profondamente di me stesso, che Dio mi aiuti".

Il cinquantaduenne professor David Lurie, divorziato e insegnante di Scienze della comunicazione, ha una relazione con una sua allieva, Melanie Isaacs, una sorta di Lolita senza soverchie profondità, ma dotata ai suoi occhi di un misterioso fascino erotico. Denunciato dalla medesima, anche dietro pressioni della famiglia, per molestie sessuali, David rinuncia a difendersi, perché non riconosce il nocciolo della propria esperienza nella ricostruzione burocratica che ne fanno i componenti della commissione d'inchiesta.

Licenziato dall'università, smarrito, il professore si rifugia presso la figlia Lucy, che abita in una fattoria, coltivando fiori e ortaggi, che poi vende al mercato e tenendo cani a pensione. La prosperosa Lucy, le cui preferenze sessuali sono orientate verso persone del suo stesso sesso, collabora con una clinica veterinaria gestita da volontari, i coniugi Bev e Bill Shaw, il cui compito non è soltanto quello di curare gli animali, ma anche quello di accompagnarli, quando indesiderati e abbandonati, alla morte. Una buona morte, indolore e colma di affettuose premure, affidata all'ago di una flebo, una specie insomma di caritatevole eutanasia.

In un primo momento il professore non capisce la decisione della figlia di dedicarsi alla coltivazione della terra e all'animalismo. Gli sembrano attività futili. Ma in seguito, dando una mano nella clinica veterinaria quando è libero dalla stesura della sua opera sugli amori ravennati di Byron, David scopre affinità e compassione per il dolore degli animali, fino al punto di incaricarsi egli stesso dell'incenerimento pietoso dei cadaveri.

Un giorno tre individui, che forse hanno legami col vicino di Lucy, Petrus, saccheggiano la fattoria, danno fuoco, dopo averlo cosparso di alcol, a David e stuprano Lucy. Si tratta del prezzo che la donna deve pagare per la propria autonomia, in una società che ancora vuole il genere femminile sottomesso all'uomo. David, rimessosi in sesto, cerca di convincere la figlia ad andarsene, ad abbandonare quel luogo di cui percepisce l'insicurezza e la violenza primitiva, ma Lucy vuole rimanere. 

Mentre il modo di ragionare del padre è lineare e razionale, quello della figlia appare più oscuro, ma non meno convincente e determinato, al limite dell'ostinazione. Lucy, incinta in seguito alla violenza subita, sente che la propria esistenza è ormai legata a quel pezzo di terra brulla ed accetta non solo il figlio che porta in grembo, ma pure dei compromessi, del tipo sposare l'ambiguo vicino Petrus per farsi proteggere, pur di non darsi per vinta e conferire un significato alla propria vita.

Il romanzo di Coetzee colpisce per la profonda umanità dei suoi personaggi, in particolar modo del professor Lurie, prototipo di uomo contemporaneo capace di dubbi ed errori, in perenne scontro con le rigidità e i conformismi del mondo che lo circonda; capace, soprattutto, di mettersi in discussione e di trasformarsi.
Una narrativa, quello dello scrittore sudafricano premiato col Nobel nel 2003, che ha lo stesso respiro della vita.

ordina

I libri di J. M. Coetzee

| home |

| recensioni |


Pagina aggiornata il 04.09.04
Copyright 2000-2006 Valentino Sossella