"No,
professor Lurie, lei sarà illustre e potente, avrà chissà quante
lauree, ma se fossi in lei mi vergognerei profondamente di me stesso,
che Dio mi aiuti".
Il
cinquantaduenne professor David Lurie, divorziato e insegnante di
Scienze della comunicazione, ha
una relazione con una sua allieva, Melanie Isaacs, una sorta di Lolita
senza soverchie profondità, ma dotata ai suoi occhi di un misterioso
fascino erotico. Denunciato dalla medesima, anche dietro pressioni
della famiglia, per
molestie sessuali, David rinuncia a difendersi, perché non riconosce il
nocciolo della propria esperienza nella ricostruzione burocratica che ne
fanno i componenti della commissione d'inchiesta.
Licenziato dall'università, smarrito, il professore si rifugia presso la figlia Lucy, che abita in una fattoria,
coltivando fiori e ortaggi, che poi vende al mercato e tenendo cani a
pensione. La prosperosa
Lucy, le
cui preferenze sessuali sono orientate verso persone del suo stesso
sesso, collabora con una clinica veterinaria gestita da volontari, i coniugi
Bev e Bill Shaw,
il cui compito non è soltanto quello di curare gli animali, ma anche
quello di accompagnarli, quando indesiderati e abbandonati, alla morte.
Una buona morte, indolore e colma di
affettuose premure, affidata all'ago di una flebo, una specie insomma di caritatevole eutanasia.
In un primo momento il professore non capisce la decisione della
figlia di dedicarsi alla coltivazione della terra e all'animalismo. Gli sembrano attività futili. Ma in seguito, dando una
mano nella clinica veterinaria quando è libero dalla stesura della sua opera sugli amori
ravennati di Byron, David scopre affinità e compassione per il dolore
degli animali, fino al punto di incaricarsi egli stesso
dell'incenerimento pietoso dei cadaveri.
Un giorno tre individui, che forse hanno legami col vicino di Lucy,
Petrus, saccheggiano la fattoria, danno fuoco, dopo averlo cosparso di
alcol, a David e
stuprano Lucy. Si tratta del prezzo che la donna deve pagare per la
propria autonomia, in una società che ancora vuole il genere femminile
sottomesso all'uomo. David, rimessosi in sesto, cerca di convincere la
figlia ad andarsene, ad abbandonare quel luogo di cui percepisce
l'insicurezza e la violenza primitiva, ma Lucy vuole rimanere.
Mentre il modo di ragionare del padre è lineare e razionale,
quello della figlia appare più oscuro, ma non meno convincente e
determinato, al limite dell'ostinazione. Lucy, incinta in seguito alla
violenza subita, sente che la propria esistenza è ormai legata a quel
pezzo di terra brulla ed accetta non solo il figlio che porta in grembo,
ma pure dei compromessi, del tipo sposare
l'ambiguo vicino Petrus per farsi proteggere, pur di non darsi per
vinta e conferire un significato alla propria vita.
Il romanzo di Coetzee colpisce per la profonda umanità dei suoi
personaggi, in particolar modo del professor Lurie, prototipo di uomo
contemporaneo capace di dubbi ed errori, in perenne scontro con le rigidità e i conformismi del mondo che lo
circonda; capace, soprattutto, di mettersi in discussione e di
trasformarsi.
Una narrativa, quello dello scrittore sudafricano premiato col Nobel nel
2003, che ha lo stesso respiro della vita.
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