Sebastiano Vassalli, Archeologia del presente, Einaudi, 2001

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copertinaIo allora avevo incominciato a misurare nei fatti la distanza che separa la sfera delle cose reali da quella delle utopie e dei sogni giovanili, che mi apparivano sempre più lontani e sfocati.

Li vedevo così entusiasti, nonostante tutto; così convinti di vivere in un'epoca straordinaria, di progresso e di grandi cambiamenti, e di dover fare la loro parte perché il mondo diventasse perfetto!

Io sono un fanatico dell'Aspirina - le dissi - . Quei dischetti bianchi, dentro alle loro scatole bianche e verdi, sono una delle poche certezze che ci ha dato questo secolo. L'utopia socialista è crollata, la fede nel progresso è crollata, ma l'Aspirina, per la mia generazione, è un punto di riferimento incrollabile, e non mi deluderà mai. Se non credo nell'Aspirina, in cosa posso credere?

Nel 1968 esistette un'intera generazione di giovani che credeva possibile rivoluzionare il mondo.
Il romanzo di Vassalli ci racconta gli ideali e la vita di questi giovani presto diventati adulti, ma animati da una fiducia cieca e incrollabile nel progresso e nella perfettibilità del genere umano, attraverso le vicende di una coppia esemplare, Leo e Michela Ferrari, che alle utopie sessantottine credette davvero.

Dopo essersi conosciuti all'Università, durante un'occupazione, i due, che nel frattempo trovano impiego come insegnanti in un istituto tecnico e si sposano, attraversano tutti i miti della "nuova sinistra" italiana: la comune, l'antididattica, l'antipsichiatria, il femminismo, il pacifismo, l'ecologismo, le filosofie orientali, la difesa dei diritti umani, la medicina alternativa, la società multietnica, l'animalismo, la lotta contro il nucleare e la pena di morte.

Confratelli ideali di Don Chisciotte e del Candido di Voltaire, i nostri due eroi rimediano quasi sempre, nel sostenere nella pratica le battaglie in difesa dei propri ingenui convincimenti, delle sonore legnate fino all'epilogo della loro morte finale, una morte violenta subita per mano di un loro figlio adottivo, Marlon, un poco di buono, ottuso e indifferente, nonché completamente estraneo alla loro visione del mondo.

Leo e Michela vogliono cambiare il mondo o almeno salvarlo, ma la vita quotidiana, nella sua plumbea opacità, riserva loro continue sorprese: i poveri si scannano fra loro, le vittime non sono sempre innocenti; a fianco degli idealisti, sotto lo stendardo delle medesime idee, pullulano gli arrivisti, i profittatori, i furbi, gli opportunisti..

Il lettore che appartiene suppergiù alla stessa generazione degli eroi del romanzo, non può che provare un senso di familiarità per le idee abbracciate di volta in volta dai protagonisti, ma anche un moto di vertiginosa noia, di stanco disgusto per le mode ideologiche che si sono succedute negli ultimi trent'anni e non hanno resistito alla prova dei fatti.
Il processo di identificazione del lettore con i due personaggi principali e le loro sconfitte non può dunque risultare altrimenti che penoso.

Fourier, Marx, Lenin, Reich, Engels, Gramsci, Marx, Mao, Marcuse, Rousseau, Freud, Whitman, Foucault, Illich, De Bartolomeis, Jung, Don Milani, tutti autori citati nel romanzo di Vassalli, sono gli stessi nomi che affollano le nostre biblioteche di quaranta-cinquantenni, stracolme a volte di libri inutili.

Nel romanzo di Vassalli c'è una sorta di condanna per l'insensato e superficiale ottimismo di certi intellettuali (Che idioti!, esclamerà la voce narrante, un amico architetto che seguirà, un po' in disparte, con accenti critici, ma anche con emotiva partecipazione, le vicissitudini dei due protagonisti), mitigata dalla radicata consapevolezza che comunque certo idealismo velleitario è meglio del minimalismo etico contemporaneo, che caratterizza quest'epoca senza più passioni e senza grandi emozioni.

Gli ultimi trent'anni della nostra vita, Vassalli ce li racconta ricorrendo ad una prosa dimessa, una scrittura scarna ed essenziale, che si condensa in capitoli brevi e in periodi contratti.
Un'eleganza stilistica spartana forse necessaria per raccontarci efficacemente il falò di tutte le ingenuità illuministe di fine secolo e di fine millennio.

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Pagina aggiornata il 30.09.02
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