Javier Marias, L'uomo sentimentale, Einaudi, 2000

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copertinaUn cantante, un tenore di successo, che è poi l'io narrante della vicenda, già impegnato sentimentalmente, ma annoiato dalla routine della propria vita e del proprio lavoro, si innamora di una donna misteriosa, sposata a un banchiere fiammingo, l'ambizioso, soverchiante, autoritario signor Manur (l'uomo sentimentale), che l'ha letteralmente comprata dal padre di lei, un uomo d'affari in difficoltà, causa una vita dispendiosa e incompetente.

Natalia, questo il nome della malinconica e strana donna, è sempre accompagnata da Dato, un ex agente di cambio, stipendiato dal signor Manur. Il tenore, innamorato di Natalia, riuscirà alla fine a sottrarla al signor Manur, che, abbandonato, si suiciderà. In seguito la donna abbandonerà anche il cantante.

Questa, a grandi linee, la trama, abbastanza convenzionale, ma che sappiamo, nei romanzi, non conta granché. Quello che conta è che si tratta di un libro scritto bene, con molta attenzione ai personaggi, alla loro realtà psichica, colta negli aspetti meno banali e alle loro azioni, descritte nei particolari rivelatori.

Il linguaggio impiegato, sorvegliato e preciso, ben accompagna la descrizione delle manifestazioni dell'anima. Le frasi sono modulate, tornite, terse, senza quell'economia di aggettivi e quello stile scabro che caratterizza, per esempio, certa scrittura minimalista.

La narrazione procede in un'atmosfera onirica; Madrid, la sua concitazione, i negozi, le vetrine, il traffico, i ristoranti accompagnano il racconto, gli fanno da sfondo, in modo attutito, ovattato.

I temi del romanzo sono l'amore, la morte, il ricordo, il sogno, il viaggio. Interessante e documentata anche la descrizione del mondo della musica lirica.

Concludono il libro, alcune eleganti ed esplicative considerazioni di Marias sul suo romanzo e sulla propria tecnica di scrittura: Niente mi annoierebbe e mi dissuaderebbe quanto il sapere in anticipo, quando comincio un romanzo, ciò che questo sarà: quali personaggi lo popoleranno, quando e come appariranno o scompariranno, che cosa ne sarà delle loro vite o del frammento delle loro vite che racconterò. Tutto questo accade mentre il romanzo viene scritto, appartiene al regno dell'invenzione nel senso etimologico di scoperta, ritrovamento; e vi sono anche momenti in cui ci si ferma e si vedono aprirsi due possibilità di prosecuzione, totalmente opposte. Quando il libro è concluso (...), sembra impossibile che avrebbe potuto essere diverso da come è.
Con buona pace di quanti, nella stesura di un'opera narrativa, raccomandano l'uso di una rigida scaletta.

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Pagina aggiornata il 09.12.00
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