Un cantante, un tenore di
successo, che è poi l'io narrante della vicenda,
già impegnato sentimentalmente, ma annoiato dalla routine
della propria vita e del proprio lavoro, si innamora
di una donna misteriosa, sposata a un banchiere
fiammingo, l'ambizioso, soverchiante, autoritario
signor Manur (l'uomo sentimentale), che l'ha
letteralmente comprata dal padre di lei, un uomo
d'affari in difficoltà, causa una vita dispendiosa e
incompetente.
Natalia, questo il nome della malinconica e strana
donna, è sempre accompagnata da Dato, un ex agente
di cambio, stipendiato dal signor Manur. Il tenore,
innamorato di Natalia, riuscirà alla fine a
sottrarla al signor Manur, che, abbandonato, si
suiciderà. In seguito la donna abbandonerà anche il
cantante.
Questa, a grandi linee, la trama, abbastanza
convenzionale, ma che sappiamo, nei romanzi, non
conta granché. Quello che conta è che si tratta di
un libro scritto bene, con molta attenzione ai
personaggi, alla loro realtà psichica, colta negli
aspetti meno banali e alle loro azioni, descritte nei
particolari rivelatori.
Il linguaggio impiegato, sorvegliato e preciso,
ben accompagna la descrizione delle manifestazioni
dell'anima. Le frasi sono modulate, tornite, terse,
senza quell'economia di aggettivi e quello stile
scabro che caratterizza, per esempio, certa scrittura
minimalista.
La narrazione procede in un'atmosfera onirica;
Madrid, la sua concitazione, i negozi, le vetrine, il
traffico, i ristoranti accompagnano il racconto, gli
fanno da sfondo, in modo attutito, ovattato.
I temi del romanzo sono l'amore, la morte, il
ricordo, il sogno, il viaggio. Interessante e
documentata anche la descrizione del mondo della
musica lirica.
Concludono il libro, alcune eleganti ed
esplicative considerazioni di Marias sul suo romanzo
e sulla propria tecnica di scrittura: Niente mi
annoierebbe e mi dissuaderebbe quanto il sapere in
anticipo, quando comincio un romanzo, ciò che questo
sarà: quali personaggi lo popoleranno, quando e come
appariranno o scompariranno, che cosa ne sarà delle
loro vite o del frammento delle loro vite che
racconterò. Tutto questo accade mentre il romanzo
viene scritto, appartiene al regno dell'invenzione
nel senso etimologico di scoperta, ritrovamento; e vi
sono anche momenti in cui ci si ferma e si vedono
aprirsi due possibilità di prosecuzione, totalmente
opposte. Quando il libro è concluso (...), sembra
impossibile che avrebbe potuto essere diverso da come
è.
Con buona pace di quanti, nella stesura di un'opera
narrativa, raccomandano l'uso di una rigida scaletta.
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